
Lamezia Terme, 14 dicembre – La discarica di Pianopoli è stata dissequestrata, ma la Procura lametina ha posto delle condizioni. La prima è che il prossimo 13 gennaio il consulente nominato dalla Procura torni in discarica per verificare se siano o meno state eliminate tutte le irregolarità riscontrate che non riguarderebbero solo il tubo di scarico abusivo alla base del provvedimento di sequestro. Durante i giorni in cui la discarica era sequestrata la Procura avrebbe riscontrato”ulteriori irregolarità” di natura “strutturale e gestionale” tali da generare “situazioni di pericolo di inquinamento ambientale”. Per tali irregolarità la Procura ha impegnato la società proprietaria dell’impianto all’eliminazione delle stesse nel più breve tempo possibile. Le irregolarità riscontrate riguarderebbero l’esecuzione di controlli radiometrici sui rifiuti in ingresso con la nomina di un esperto qualificato il cui nominativo dovrà essere segnalato all’autorità competente, il ripristino delle centrali a servizio del monitoraggio e il campionamento e le relative verifiche analitiche sulle matrici ambientali oggetto delle criticità segnalate.
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La Procura di Lamezia, infine, ha segnalato tali irregolarità sia a Giuseppe Scopelliti, in qualità di Commissario straordinario per l’emergenza ambientale, che l’Arpacal per adottare i provvedimenti opportuni secondo il grado di competenza specifica. Inoltre, dalla Procura fanno sapere che il titolare della discarica dovrà stipulare una convenzione con l’Arpacal per il servizio di controllo così come stabiliva all’inizio il deliberato che ha autorizzato la realizzazione stessa della discarica di Pianopoli.