
Lamezia Terme, 26 febbraio - "E' una cosa gravissima perché la pallottola è entrata dritta anche se erano le 4,10 di stamattina e questo ti lascia inerme di fronte alla vigliaccheria". Così don Giacomo Panizza, presidente di "Progetto Sud" ha commentato l'intimidazione subita nella notte, con un colpo di pistola sparato contro una delle finestre della struttura gestita dalla comunità in via dei Bizantini, in immobile confiscato alla cosca Torcasio. "Sì ai servizi. Sì alle manifestazioni, quindi, le cose che servono - ha aggiunto - non si possono non fare. Purtroppo é brutto dire che le pallottole fanno male e che non ci fermeranno. Ma la solidarietà va partecipata e vissuta giorno dopo giorno. E' il momento di resistere tutti insieme per traghettare un'altra Calabria".




Coisp: "Don Giacomo è un vero combattente"
“Provocatoriamente potremmo dire di essere stanchi di dare solidarietà a chi in questa terra con la sua normalità cerca di far diventare alcune zone più normali. Siamo stanchi di leggere i proclami di una politica troppo auto referenziale che non offre il giusto sostegno agli operatori di pace”. – Lo sostiene Giuseppe Brugnano, Segretario Regionale del Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia – dopo l’ennesima intimidazione nei confronti di Don Giacomo Panizza. “Già perché Don Giacomo Panizza, contro la cui comunità sono stati sparati ancora colpi di pistola, è un operatore di pace in una terra in cui è in atto una vera e propria guerra, - continua Brugnano - combattuta dalla malavita senza esclusione di colpi. Siamo certi che Don Panizza, da vero combattente, non mollerà, e noi lo incitiamo a farlo assicurandogli al nostra vicinanza sia come poliziotti sia come cittadini. Ma sono ancora troppo larghe le maglie della legalità e purtroppo – conclude il Segretario calabrese del Sindacato Indipendente di Polizia - è ancora facile per un antistato senza scrupoli colpire chi lo Stato lo serve anche così, in silenzio e con semplicità come Don Giacomo e i tanti preti che combattono le loro battaglie quotidiane in questa regione che cerca la sua rivincita”.

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