
di Fernando Giacomo Isabella
Lamezia Terme, 30 luglio - Se per caso Vadim Cernobrov, bizzarro ingegnere russo, potesse giungere in via Ubaldo De Medici avrebbe un’ accelerazione del battito perché convito che la sua macchina del tempo, trovandosi davanti un fossato del 1810, abbia preso miracolosamente a funzionare nonostante la caotica sequenza di formule e di teorie, che alimentano le sue idee davvero sui generis. Il 1810 periodo di costruzione della rete fognaria lametina è l’anno in cui l'imperatore Napoleone Bonaparte divorzia da Giuseppina Beauharnais per sposare l'arciduchessa Maria Luisa d'Austria, in Polonia nasce in un piccolo villaggio di contadini Fryderyk Chopin e a Napoli dei lavori a nord del Real Museo Borbonico portano alla scoperta di una importante necropoli dell' antica Grecia. Sono trascorsi ben 201 anni, la storia si è arricchita di eventi che hanno segnato il corso dell’umanità, nel bene e nel male.
Le vicende napoleoniche e i Borboni sono finite nelle fiction che celano la tirannia del primo e il buon governo dei secondi, mentre Chopin nel terzo millennio è protagonista di un video game oltre a essere stato omaggiato negli anni ’80 del Secolo Breve da un celebre brano dei Gazebo. Dato che le auto hanno preso il posto delle carrozze sulla storica via Ubaldo De Medici, situata a pochi passi dal corso Numistrano, quando uno sbadato o un maleducato automobilista lascia la vettura davanti il portone di una abitazione due sono le soluzioni: saltare il fosso con un abile scatto laterale oppure sperare in un pronto ritorno del proprietario dell’auto. Le scelte si riducono ad una quando l’ostacolo deve essere superato da anziani o da disabili. Per di più, la rete fognaria borbonica nel corso dei mesi si trasforma in un ricettacolo di sporcizia e di roditori che corrono indisturbati all’interno dell’antichissimo canale.
“Possibile - afferma amareggiato un residente - che nessuno ha la volontà di risolvere il problema? C’è un forte senso di abbandono e di degrado, che rischiano, per via della presenza di sporcizia e roditori, di provocare pesanti disagi ai cittadini. Più volte abbiamo segnalato la necessità di costruire marciapiedi, ma nulla oltre il tempo è andato avanti. Negli anni scorsi abbiamo raccolto davvero tantissime firme per “concretizzare” la protesta, ma nulla è accaduto. Mesi or sono una signora anziana è stata vittima di una caduta che non è legata tanto all’età ma al rischio di saltare in equilibrio precario il fossato quando una vettura ti chiude l’uscita. Siamo molto, molto delusi da un continuo comportamento sordo”. Chissà, forse l’ultima speranza per i cittadini di via Ubaldo De Medici è la macchina del tempo dell’ingegnere Cernobrov, per tornare indietro di qualche secolo e impedire all’amministrazione borbonica di realizzare la rete fognaria attorno le abitazioni dell’ex comune di Nicastro.
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