
Lamezia Terme, 2 maggio - Il circolo "don Saverio Gatti" della Acli di Lamezia Terme, in occasione anche del trentennale dell'Enciclica "Laborem exercens", ha celebrato la ricorrenza del Primo Maggio. La manifestazione si e svolta in piazza San Domenico dalle 9 alle 13. Per la prima volta hanno partecipato gli attivissimi giovani delle Acli che hanno presentato alcuni punti di programma sulla condizione del lavoro oggi, in particolare portando il loro contributo sulla condizione giovanile e il lavoro. Durante la manifestazione, il presidente e gli aderenti al circolo "don Saverio Gatti"hanno presentato una proposta sull'istituzione in Calabria dei "Cantieri scuola lavoro", progetto che secondo gli aclisti lametini potrebbe creare nuove occasioni di lavoro ed esperienze professionali. La proposta progettuale e stata consegnata, intorno alle 12:30, ai consiglieri regionali lametini Mario Magno e Tonino Scalzo affinché poi la presentino in Consiglio regionale. "Chiamati al lavoro" è il tema che accompagnerà l'impegno delle Acli per tutto il 2011.
LA PROPOSTA DI LEGGE
La proposta di legge regionale sulla istituzione dei "Cantieri scuola lavoro", ovvero "Impiego temporaneo e straordinario di lavoratori disoccupati in "cantieri di scuola lavoro" promossi dagli Enti locali" dei giovani delle Acli, se approvata “potrebbe avviare e finanziare progetti ed interventi straordinari per l'esecuzione o manutenzione di opere di pubblica utilità appartenenti agli Enti locali (realizzare servizi sociale nei settori: dell'ambiente, dei beni culturali,del turismo o altri servizi pubblici o per realizzare la manutenzione del patrimonio pubblico, aree verdi,manutenzione e assetto stradale). Attraverso i Cantieri Scuola Lavoro progettati per gruppi di lavoratori, massimo 15, e guidati da professionisti (ingegneri, architetti, agronomi, geometri, esperti in materie ambientali e della gestione del territorio).Lavori urgenti che le Amministrazioni Comunali in particolare hanno difficoltà a realizzare per mancanza di fondi.Tutti lavori, pertanto,che renderebbero il territorio calabrese accettabile e tutelabile prima di tutto dal punto di vista dell'assetto idrogeologico.
Attraverso la manutenzione dei beni culturali e dei servizi per il turismo si rafforzerebbe l'attività del nostro territorio ed il rilancio dei settori, con conseguenti ricadute dall’alto dell'occupazione. Bisogna tenere nella urgente e dovuta considerazione che vi sono centinaia di comuni delle aree interne di straordinario valore storico, architettonico e culturale, a rischio spopolamento,che assistono al degrado per mancanza di politiche di piccoli interventi di manutenzione nei vari ambiti.In buona sostanza i Cantieri Scuola Lavoro renderebbero più bello ed attraente il territorio calabrese e pronto alle esigenti richieste ed aspettative del turismo europeo ed internazionale.
FINALITÀ DELLA LEGGE
La Regione Calabria, nell'ambito di politiche attive e dirette a favorire l'inserimento o il reinserimento lavorativo di coloro che versano in condizioni di svantaggio nel mercato del lavoro,inoccupati, disoccupati, al fine di ridurre i rischi di emarginazione e di esclusione sociale e consentire interventi eccezionali nella attuale situazione di grave crisi occupazionale, in particolare dei giovani nella fascia di età tra i 18 e 30 anni, con la presente legge disciplina,nell'ambito delle competenze trasferite dallo Stato alle regioni in materie di mercato del lavoro, l'istituzione dei "Cantieri Scuola Lavoro".
BENEFICIARI DEGLI INTERVENTI
Secondo i giovani aclisti lametini promotori della legge, tale iniziativa legislativa individuerebbe tra i soggetti beneficiari “soggetti deboli sul mercato del lavoro come disoccupati, effettivamente in cerca di lavoro da almeno sei mesi; disoccupati con nuclei familiari in particolare stato di bisogno; disoccupati invalidi fisici e sensoriali la cui riduzione della capacità lavorativa sia pari o superiore al 46%, compatibile con le esigenze di funzionalità del cantiere; disoccupati portatori di handicap intellettivo/psichico lieve o medio lieve,compatibile con le esigenze di funzionalità del cantiere; disoccupati che hanno compiuto il cinquantesimo anno di età alla data di autorizzazione del cantiere e inoccupati”.
DURATA PROGETTO
I giovani promotori dell’iniziativa hanno stabilito anche un tetto massimo di durata del progetto che dovrebbe svilupparsi al massimo “tra i sei e i dodici mesi, rinnovabile una sola volta di ulteriori sei mesi e solo in casi eccezionali e motivati da parte dell'Ente. In nessun caso può essere superato il periodo di diciotto mesi ( come d'accordo sottoscritto tra l'Ente e le Organizzazioni sindacali).

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