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Lamezia Terme, 18 maggio – Sta facendo discutere in queste ore il rapporto sul rischio sismico in Italia pubblicato dal settimanale L’Espresso. La situazione attuale, dalla quale risultano diverse scosse sia in Calabria che in Sicilia viene da tempo monitorata ma i  risultati, aggiornati ogni due mesi, sono resi noti solo alle agenzie governative. L’unica certezza deriva dai numeri redatti dal Servizio Sismico Nazionale. Una mappa dell’Italia e delle varie regioni in cui si ipotizzano le conseguenze calcolate in base al picco storico massimo registrato in quelle zone. Per quanto riguarda la Calabria le cifre sono considerevoli. Reggio Calabria sarebbe la città più colpita con 84.559 persone coinvolte nei possibili crolli con 74.187 persone rimaste senza tetto. A Reggio seguirebbe per gravità Cosenza con 48.680 persone coinvolte e 31.257 rimaste senza tetto. Subito dopo ci sarebbe il capoluogo di regione, Catanzaro, con 45.991 persone coinvolte e 39.781 che potrebbero rimanere senza tetto.

Tra i calcoli del Servizio Sismico Nazionale figura anche la città di Lamezia che con i suoi 75.000 abitanti avrebbe 37.929 persone che potrebbero rimanere vittime o ferite nei crolli delle abitazioni e 25.921 che si salverebbero ma non avrebbero più un tetto sopra la testa. Un quadro sicuramente allarmante ma che dovrebbe spingere i comuni calabresi ad avviare politiche d’incentivi per mettere, per quanto possibile, in sicurezza le abitazioni costruite prima del terremoto dell’Irpinia e, quindi, costruite senza criteri antisismici.