
di Vincenzo Ruberto*
Lamezia Terme, 11 giugno - Non ha lasciato certo indifferente l’opinione pubblica, la classe politica e gli imprenditori del settore, l’intervista rilasciata recentemente alla stampa, dal mio amico ed imprenditore Battista Foderaro. Bisogna intanto dire che il tema del mancato sviluppo turistico desta sempre interesse. E di tanto in tanto qualcuno tira fuori dal cilindro la ricetta magica. Per quanto mi riguarda, in qualità di presidente della pro loco, seguo da vicino le dinamiche turistiche sia in campo locale sia in quello regionale e nazionale.
Per parlare di sviluppo turistico in modo compiuto però, bisogna necessariamente fare un passo indietro. Nella metà degli anni 60 si consumò un passaggio decisivo, decidendo di puntare, per lo sviluppo del nostro territorio, sull’industrializzazione. Mentre nelle Regioni del nord Italia nascevano come funghi strutture turistiche di ogni ordine e grado, in Calabria e, nello specifico, nella nostra piana, si andava in direzione opposta, forse in ritardo con tempi della storia, certamente fuori contesto rispetto alle vocazioni di questo territorio.
Penso che in quella scelta sia da individuare il vizio d’origine dal quale discende ogni ritardo e limite odierno. Aver deciso allora di non incentivare quella che all’epoca era una fiorente agricoltura nella prospettiva di una valorizzazione agroalimentare, di non puntare sulla costruzione graduale di un sistema articolato di offerta turistica sfruttando le qualità geografiche della piana lametina soprattutto in coincidenza dell’avvio della costruzione di quello che sarebbe diventato uno degli aeroporti più importanti del meridione d’Italia, fu una scelta, a mio avviso, disastrosa.
Col senno di poi, si dirà! Anche se, chi visse quella fase politica e sociale, ricorderà che già all’epoca forti erano i dubbi e forte era la sensazione che le scelte fossero state assunte non per progettare un vero piano di sviluppo del territorio capace di valorizzare tutte le sue eccellenze quanto per far tacere la piazza in un periodo di particolare turbolenza sociale ed economica. Tutti sappiamo come andò a finire e ancora oggi ci lecchiamo le ferite. Ma tutto questo può farci dire che il turismo non esiste e sia irrimediabilmente compromesso ?
Mi chiedo: per essere Città turistica bisogna per forza avere un lungomare, magari una bella colata di cemento in prossimità della battigia, e una catena di alberghi sulla costa? Conosco molte città, non solo in Italia, che campano di turismo valorizzando e sfruttando altre caratteristiche.In questa prospettiva io penso che nel nostro territorio possa e debba esserci sviluppo turistico. Partendo dalle Terme: non a caso la nostra Città si chiama Lamezia Terme. Mi chiedo: si può creare un turismo termale?
Possiamo per esempio pensare a degli itinerari turistici eno – gastronomici: non dimentichiamo che la nostra terrà fino a qualche anno fa era considerata punto di eccellenza nella produzione vitivinicola. E un turismo religioso? E’ possibile valorizzare l’antico e suggestivo percorso dei santuari mariani che si innestano sulle tradizioni religiose e culturali dei nostri territori ? Dunque, ancora, gli itinerari storico-culturali?
E poi quelli archeologici: Terina nel nostro territorio, ma poi ancora Hypponium, Sibari, Locri, Squillace. Sono tantissime le potenzialità! Ma giustamente osservava Battista Foderaro: dove li metteremmo tutta questa massa di turisti che arrivano nella nostra Città?
Consapevolmente, caro Battista, qui rientra il ruolo umano nella sua responsabilità che riguarda non solo la classe politica, ma anche quella imprenditoriale che magari si é fatta ingannare dal miraggio industriale piuttosto che puntare ad un progetto di prospettiva. Il problema della ricettività è forse quello di risoluzione più facile, abbiamo ancora migliaia di ettari di terreno che si può prestare a questo scopo basta solo crederci e tutti insieme ognuno per le sue competenze potremo dare un contributo affinchè la nostra Città possa essere definita Città turistica. Il Piano regolatore finora non ha dato queste possibilità: mi chiedo, e speriamo che nel nuovo questi temi vengano affrontati. Così come bisognerebbe affrontare il problema dello sviluppo della costa e della possibilità di realizzare un nuovo porto turistico, noi che siamo a due passi dalle Eolie.
Certo poi ci vorrebbero tante altre cose: un piano di marketing, un sistema di B&B e di albergo diffuso, un piano di valorizzazione delle tipicità agroalimentari, un cartellone di eventi pensato per valorizzare i luoghi ed attrarre ed intrattenere turisti, la formazione degli operatori. Ma perché nò! valorizzare i miti delle leggende della nostra piana quali il passaggio di Ulisse e il ritrovamento della sirena Ligea sulla nostra spiaggia. Ricordiamo che i napoletani hanno costruito la loro identità di cittadini partenopei proprio valorizzando il mito dell’altra sirena Partenope. Sembrano sogni: ma io che sono un sognatore penso possano diventare facilmente realtà.
Basta volerlo.
*Presidente Pro Loco Lamezia Terme
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