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Lamezia Terme, 28 febbraio – Riportiamo qui l’appello del Comitato promotore della manifestazione “Il giorno che non c’è” che si svolgerà domani, 29 febbraio nel quartiere Capizzaglie (via dei Bizantini, n.d.r) a partire dalle ore 18:00.

In Calabria la ’ndrangheta la senti, la tocchi, l'odori, ti passa davanti ogni giorno, al bar, al supermercato, nelle buche delle strade, nei saluti rispettosi...Qui la 'ndrangheta non ha bisogno di teoremi per farsi spiegare. C'è. Lamezia Terme soffre del fenomeno dell’illegalità diffusa. Diritti e bisogni scambiati per e con favori. Un’acqua torbida nella quale galleggia la delinquenza organizzata che, con il racket, l’usura, il riciclo di danaro sporco, la presenza nelle iniziative imprenditoriali, inquina l’economia, ne controlla gran parte delle attività, ne limita il suo sviluppo. Per mantenere e accrescere questo potere si mettono le bombe ai negozi e ai cantieri, si spara per le strade alla gente per bene e si fa di tutto per intimidire comunità come “Progetto Sud” di don Giacomo Panizza. La ’ndrangheta se non la respingi ti va in circolo nelle vene, come la paura. Ti colpisce alle spalle, come la viltà. Ti ruba la speranza, come un ladro. Ti nega l'infanzia, come un orco cattivo... Dove vanno a finire i sogni dei bambini delle nostre contrade? Riaccendere la speranza, ricominciare a pensare che la ’ndrangheta si può sconfiggere: questo vogliamo fare nel “giorno che non c'è”, il 29 febbraio prossimo, a Lamezia Terme. La ’ndrangheta si può vincere se i cittadini si liberano della cultura mafiosa, se soprattutto gli imprenditori, i commercianti, i professionisti e le loro associazioni collaborano con le forze dell’ordine e la Magistratura, denunciando chi chiede loro il “pizzo”, rompendo la rete dell’indifferenza e della tolleranza e  la pratica della connivenza con le organizzazioni malavitose. Sappiamo che si può vincere se si afferma la cultura della legalità, dei diritti e della responsabilità, abbandonando la pratica dei favori ottenuti in cambio dei silenzi dei quali la ’ndrangheta si serve  per vivere e prosperare. Si può vincere se, specie la politica, interrompe ogni forma di connivenza. Stiamo costruendo un movimento culturale fatto di associazioni, cittadini e cittadine per bene, per immaginare tutti insieme “il giorno che non c'è” più la ’ndrangheta. Dove la delinquenza organizzata vuol far credere di essere la padrona di casa, noi occuperemo le strade per affermare la supremazia dello Stato democratico e il diritto dei cittadini a viverle e goderle senza il rischio della propria vita per mano mafiosa. Invaderemo ogni posto coi colori, i suoni, i giochi, la musica e i rumori della vita. Ma non solo. Noi abbiamo un programma di tante iniziative e di tanti giorni, ci occuperemo di ’ndrangheta studiandone i comportamenti, sveleremo il suo bugiardo onore, la conosceremo meglio per meglio combatterla. Abbiamo convenuto per noi, giovani e adulti, sull’importanza di educarci alla pace e alla giustizia. Chiediamo alle persone oneste, alle associazioni laiche e religiose, ai mass-media, alle istituzioni democratiche, alla Magistratura, a quanti hanno a cuore la democrazia, la libertà e la legalità di affiancarsi a noi in questa sfida. Chiediamo a tutti di aderire e di partecipare, e soprattutto di parlarne, di far girare la voce che il giorno che non c’è la ’ndrangheta in mezzo a noi, si sta avvicinando”.

Il Comitato Promotore

Il giorno che non c’è