
Lamezia Terme, 7 febbraio - Il Procuratore della Repubblica di Lamezia Terme, Salvatore Vitello, ha ricevuto una rappresentanza dei cinque lavoratori addetti all’impianto di depurazione consortile di Nocera Terinese, che accreditano il pagamento dello stipendio da parte di SIDA s.r.l. dal mese di giugno dello scorso anno. Salvatore Varone e Raffaele Macrì hanno esposto la loro situazione oramai insostenibile e senza via d’uscita, anche in rappresentanza dei loro colleghi Domenico De Fina, Aldo Mancini e Vincenzo Pileggi. "La società SIDA s.r.l. di Buter - fanno sapere i legali che rappresentano i cinque ex dipendenti - che ha avuto fino a dicembre la gestione e manutenzione dell’impianto consortile, ha liquidato a tutti i dipendenti le loro spettanze, fuorché a questi cinque lavoratori. A nulla sono serviti i decreti ingiuntivi che il Giudice del Lavoro di Lamezia Terme ha emesso in loro favore. A nulla sono valsi i pignoramenti presso i terzi".

"I lavoratori- aggiunge lo studio legale - nel corso del colloquio, hanno rimarcato come il mancato pagamento della mensilità del mese di agosto 2011, ha determinato, tra l’altro, una violazione di legge in materia fiscale, in quanto la Sida s.r.l., oltre a non pagare il salario, non ha versato ai suoi dipendenti nemmeno il rimborso IRPEF, pur avendo usufruito della detrazione quale sostituto d’imposta. Insomma, oltre al danno anche la beffa di vedere il proprio debitore usufruire di un beneficio fiscale senza averne diritto". Dopo il colloquio con il Procuratore, Salvatore Varone e Raffaele Macrì hanno raggiunto sul posto di lavoro i loro colleghi. I lavoratori, attualmente sotto contratto con la Thema Impianti, hanno detto di rporre "grande fiducia nell’azione dell’Autorità Giudiziaria" e non escludono di 2ricorrere ad azioni eclatanti e drastiche per risolvere questa gravissima situazione".
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