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ruggero_pegna 

Riceviamo e pubblichiamo*

Illustre Sindaco Speranza, ho letto alcune critiche mosse al programma natalizio comunale. Le ho trovate anche fin troppo generose, rispetto a quelle più impietose di cittadini e negozianti. A parte la qualità sia artistica che “ornamentale” delle scelte effettuate, poiché nel merito qualcuno direbbe che trattasi di questione di gusti e ognuno ha i suoi, qualche domanda nasce spontanea sugli aspetti legati alla normativa sulla sicurezza e all’applicazione di principi di correttezza e legalità, certo che quando si toccano questi argomenti, si possa trovare, almeno in lei, il conforto della comprensione. Come intuisce, chi ha dedicato la propria vita a un lavoro, con sacrifici, passione e professionalità, dai tempi in cui parlare di cultura, spettacolo, musica, a Lamezia e in Calabria, era quasi un tabù, non può assistere in silenzio a episodi che, se non altro, richiedono un opportuno chiarimento, peraltro, alla presenza di meccanismi comunali che riguardo ad aspetti burocratici, in occasione di eventi organizzati da terzi, sfoggiano atteggiamenti da manuale del funzionario più che zelante. Evidentemente, certi temi sono più teorici o da propaganda, che concrete e reali azioni amministrative.

Che senso ha avuto abbandonare davanti alla Bnl, per settimane, una vecchia cassa armonica da banda paesana, inutilizzata, pericolosa, soprattutto per i bambini e d’intralcio per il traffico? Sono stati effettuati tutti i collaudi necessari della pedana, delle balaustre e della copertura, visto che, trattandosi di una vecchia struttura, non essendo custodita, è stata continuamente invasa da bambini e circondata da cittadini? E, riguardo all’impiantistica elettrica, sono state osservate le misure di sicurezza, visto che la struttura non era adeguatamente delimitata, protetta o interdetta all’accesso di bambini e curiosi? Illustrissimo sindaco, se tale incomprensibile cassa armonica, decontestualizzata e incustodita, ha rischiato di creare problemi di sicurezza, ancora più pericolosa è stata la sistemazione della fitta e orrenda caveria delle luci creative sull’isola pedonale, poco sopra le teste dei cittadini, a detta di esperti del settore, certamente fuori norma! Capisco che qualcuno potrebbe dire che è stato già fatto un passo avanti rispetto alla capanna, con plinti e tiranti tesissimi “taglia teste” sui marciapiedi, abbandonata per mesi negli anni scorsi nello stesso punto, ma su certi argomenti non si scherza, perché non è una questione di gusti o di stile. Passo oltre, sia in merito ai gazebo vuoti e abbandonati al centro dell’isola pedonale, da Natale 2012 post fine de mondo, più che da Natale 2011, che sulla validità e riuscita di tante iniziative costate più o meno come gli anni scorsi, però mi tocca soffermarmi sul Concerto di Capodanno, perla di correttezza amministrativa.

Come lei saprà, i suoi uffici hanno indetto un bando dal titolo “Concerto di fine anno”. Sin da subito, le idee di chi l’ha redatto sono sembrate poco chiare. Dapprima, era stato previsto un importo di diecimila euro, poi, dopo qualche giorno, è stato raddoppiato a ventimila. Nonostante che ciò abbia prodotto un’iniziale confusione, almeno i criteri del bando sembravano sufficientemente chiari e inequivocabili. Inoltre, la notizia dell’estrema competenza della commissione diramata dai suoi uffici, ci dava la tranquillità, finalmente, del rispetto di legalità, correttezza e precisione. Nei giorni successivi, però, sono arrivate le inimmaginabili sorprese. Non avrei mai pensato, infatti, anche nel mio ruolo di dirigente  nazionale dell’associazione di organizzatori e produttori di spettacoli dal vivo italiani, che le espressioni “concerto di fine anno” o “qualità artistica” e gli stessi termini “artista” e “musicisti”, avrebbero mai potuto confondere o trarre in inganno anche la più sprovveduta delle commissioni prescelte, figuriamoci una competente, poiché, almeno tutti i vocabolari italiani, concordano sul significato di queste parole.

Eppure, le sorprese sono continuate ad arrivare, in una sequenza, a tratti, inquietante, in altri perfino divertente. La prima graduatoria aveva aggiudicato il bando alla proposta del gruppo musicale Zimbaria con ospite Youssou ‘Ndour, prodotta da un’agenzia di Catanzaro alla quale le “Iene” hanno dedicato alcuni simpatici servizi per aver millantato false esclusive; al secondo posto, c’era una proposta di musica d’autore emergente dell’Arci, al terzo, la radio che, poi, ha vinto e, al quarto, il concerto del Parto delle Nuvole Pesanti, band candidata nel 2011 ai David di Donatello per la colonna sonora del film di Antonio Albanese, ecc.. Le domande che, in conclusione, le rivolgo, certo di ricevere risposte chiare ed esaustive, sono le seguenti. Come mai, alla fine, il bando è stato aggiudicato a una radio che, con i criteri del bando, non ci azzeccava proprio niente, non avendo proposto né un concerto, né alcun artista né alcun musicista? Come mai, tale proposta non era firmata in ogni sua pagina, come previsto dalla normativa in materia? Dove è finita, e perché, la prima graduatoria? Come mai alcune proposte escluse per “carenza documentale” sono regolarmente in graduatoria? Certo che saprà dissolvere ogni dubbio, non solo mio, giacché alcuni partecipanti al bando stanno valutando le opportune azioni legali,  la saluto cordialmente.

*Ruggero Pegna