
di Maria Arcieri
Lamezia Terme, 30 marzo - Sulla tutela ambientale e sulla salute, le leggi sono migliorate nel corso degli anni, ma non è migliorata l’applicazione concreta di queste”. Con queste parole Raffaele Guriniello, magistrato della Procura di Torino, si è espresso nell’incontro dibattito “Nuove frontiere giuridiche della tutela del lavoro e dell’ambiente: i casi Tyssen ed Eternit”. Il magistrato si è occupato a Torino del processo 'Eternit' per le vittime dell'amianto che portò alla condanna a 16 anni dei vertici dell’azienda, il magnate elvetico Stephan Schmidheiny e il barone belga Jaen Louis de Cartier e che ha condotto e chiuso in due mesi e 19 giorni quella sul rogo dell’acciaieria ThyssenKrupp di Torino, che vide la morte di sette operai e che si concluse con la condanna in primo grado degli imputati per omicidio volontario. Per Guariniello “la vigilanza in materia di sicurezza è ancora insufficiente, molte aziende puntano sull’etica delle imprese, alcune sono virtuose, ma non basta, serve una sana vigilanza e magari anche l’intervento della magistratura. Purtroppo nel nostro paese ci sono zone in cui i processi penali e sulla sicurezza del lavoro, non si fanno, e altre zone in cui li fanno, ma spesso con una tale lentezza che a volte si arriva alla prescrizione. Questo genera un idea devastante tra le imprese. L’applicazione concreta di queste leggi in materia di vigilanza sul lavoro è ancora molto inadeguata, bisogna fare di più sia sul fronte dei controlli delle Asl, che sul piano dei controlli da parte della magistratura.” Per il magistrato torinese, bisogna aumentare l’organico e la professionalità degli ispettori e introdurre un codice etico per gli organi di vigilanza. E, bisogna evitare che, chi si occupa di vigilanza, faccia anche consulenza per le aziende e le preavvisi che sta effettuando un ispezione. ” Il dibattito organizzato dall’Ordine degli Avvocati, dalla Camera penale e dal Centro Studi Lazzati ha avuto gli interventi di Gianfranco Barbieri, Presidente dell’Ordine degli Avvocati, Pino Zofrea Presidente Camera Penale, Romano De Grazia, Presidente aggiunto onorario della Corte di Cassazione, Marco Angelici, docente di diritto penale internazionale dell’Università di Perugia e Ernesto D’ippolito, Presidente Unione Ordini Forensi calabresi. Nel processo Eternit, ha ricordato Zofrea, “Sono morte oltre duemila persone ed è una tappa fondamentale nell’evoluzione del diritto italiano e queste indagini, dovrebbero essere estese anche alla sofisticazione dei cibi e allo studio degli ammalati di tumore nella zona di Lamezia Terme, dove,” ha conluso Zofrea, “si potrebbe pervenire alla certezza che, sicuramente c’è qualcosa che non va”.
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