
Lamezia Terme, 19 ottobre - Il direttore generale dell'Asp catanzarese, il dottor Gerardo Mancuso, interviene sulla querelle sollevata prima da alcuni pazienti e anche da Giandomenico Crapis (Sel) sul mancato utilizzo di paraventi nell'Utic (Unità Operativa Complessa di Cardiologia, ndr) dove sia i pazienti uomini che le donne sono visibili gli uni agli altri per l'assenza dei paraventi. Il dg Mancuso chiarisce ora la vicenda “circa l’articolo apparso sui quotidiani relativo alla polemica assolutamente fuori luogo e pretestuosa dei divisori dell’UTIC vorremmo rispondere con molta pacatezza per mostrare come anche di fronte alle polemiche preconcette è il caso che la gente sappia che l’Azienda si vuole determinare risolvendo i problemi e non certo facendo furberie come qualcuno vuole far credere. Nelle unità dove esistono attività di rianimazione o attività di emergenza urgenza o di terapia intensiva, come le UTIC, le norme di sicurezza e quelle sulla gestione vietano la presenza di pannelli divisori mobili che intralciano le vie di fuga. Inoltre - aggiunge Mancuso - nelle terapie intensive ci deve essere anche un controllo visivo dei pazienti. I pazienti non possono essere nascosti e perciò privi di un controllo. Questa organizzazione è tipica di tutte le terapie intensive degli ospedali italiani e perciò di tutte le strutture ospedaliere della regione. Se qualcuno andasse ad esempio al Pugliese Ciaccio o al Policinico vedrebbe come i posti letto delle UTIC sono ubicati in un'unica stanza, in una 'open space' dove vi sono pazienti indistinti per sesso. Anche nella sub-intensiva del reparto di Medicina di Lamezia i posti letto sono indistinti per sesso. Evidentemente vi è una ragione tecnica che prevede di seguire i pazienti che vengono monitorizzati con strumenti di lettura dei parametri vitali in modo automatico, anche servendosi della visione diretta”.
“Qualcuno – prosegue Mancuso – vorrebbe far credere che questo non va bene, che è errato, ma differire dalle norme di legge non è possibile e non può essere tollerato che qualcuno semini ignoranza colletiva, facendo credere cose diverse. C’è da chiedersi perché da quattro anni nel reparto di Medicina esiste questa strutturazione e non si è mai lamentato nessuno. La cosa buffa è che la segnalazione viene proprio da un paziente che ha scritto una lettera al sottoscritto, dicendo che i pannelli erano fuori norma. Ho disposto, in tempi non sospetti la rimozione dei pannelli ed oggi che si rappresenta la necessità di acquistarli per la nuova astenterà che stiamo costruendo, qualcuno pensa di utilizzarlo come banale mezzo di polemica. Siccome siamo persone di buon senso abbiamo deciso di non acquistarne dei nuovi. E’ stato seguito un percorso assolutamente limpido - conclude - sia sotto il profilo tecnico che sotto il profilo normativo. Ovviamente la gente farebbe bene prima di parlare a documentarsi”.
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