Lamezia, messa in Coena Domini celebrata in casa famiglia “Dopo di noi”. Cantafora: “Solo chi vince l’egoismo può servire”

lavanda-dei-piedi-1-18042019.jpg

Lamezia Terme - Nasce da un’iniziativa del Vescovo Cantafora l’idea di celebrare la Messa in Coena Domini presso la casa famiglia “Dopo di noi” ubicata in un bene confiscato alla criminalità organizzata acquisito dalla Comunità Progetto Sud. La messa, che inaugura il Triduo Pasquale, è stata concelebrata da don Giacomo Panizza alla presenza degli operatori e degli ospiti della casa famiglia, molti dei quali in sedia a rotelle, che Cantafora ha reso protagonisti della tradizionale lavanda dei piedi di cui personalmente si è fatto ministro, a simboleggiare il gratuito servizio e “l’intima comunione che lo sposo, che è Cristo, vive con la sua Chiesa”. Un’intimità fatta di segni tangibili in cui, come ricorda don Panizza, “la grandezza di ognuno si misura con il servizio”.

lavanda-dei-piedi-18042019.jpg

Certamente si tratta di un messaggio vicino allo spirito di questa casa famiglia, perché, come Cantafora sottolinea ancora nell’omelia, rivolto agli operatori, “solo chi ha vinto l’egoismo e la morte può servire autenticamente il fratello e sperimentare la Resurrezione”. La messa, profondamente significativa per il contesto in cui si è svolta eppure semplice e sobria, animata dai canti degli scout del Lamezia 1, e celebrata con i calici di ceramica creati a mano dalla Comunità, si è conclusa con la consegna di doni pure simbolici offerti dal Vescovo agli ospiti: dodici piccole campane con lo stemma della Diocesi in ricordo della recente dedicazione della nuova chiesa di San Benedetto e, naturalmente, uova di cioccolata per tutti.

Giulia De Sensi

lavanda-dei-piedi-2-18042019.jpg

lavanda-dei-piedi-3-18042019.jpg

© RIPRODUZIONE RISERVATA