
Lamezia Terme, 13 giugno – “Basta”, “non se ne può più”, “non c’è più rispetto neppure per i morti”.Queste le frasi ricorrenti, questa mattina, da parte dei proprietari di cappelle del cimitero di via delle terme, visitato per la quinta volta dai “ladri delle canalette” di rame. La gente è stanca, stufa ed indignata perché, dicono, nonostante le denunce inoltrate alle forze dell’ordine, i ladri continuano ad intrufolarsi indisturbati nei cimiteri grazie alla complicità della notte e dell’assenza di controlli. E proprio sull'assenza di controlli diversi proprietari di cappelle hanno chiesto di essere tutelati dalle forze dell'ordine e dalle autorità competenti con "attenti controlli nelle ore notturne".

Tutto questo a causa dei diversi danni, spiegano i proprietari che, oltre a chiedere controlli notturni attorno al camposanto sanno più fare per arginare il fenomeno che, aggiungono, “forse non è stato preso nella dovuta considerazione” dato che si tratta “pur sempre di un luogo sacro che meriterebbe rispetto, specie dopo le varie denunce”.

Le forze dell’ordine continuano a raccogliere elementi utili alle indagini e che possano portare all’identificazione dei malviventi che trafficano con i manicotti di rame sottratti alle canalette del cimitero. La tecnica, sempre la stessa: s’intrufolano nel camposanto di notte scavalcando la recinzione e segando poi le canalette che ritengono essere in buono stato. Le altre, quelle che non sarà possibile rivendere perché usurate dal tempo, vengono ugualmente sottratte e abbandonate poco più in là, sempre nel cimitero. Molti dei proprietari di cappelle che hanno già subito le “visite” dei ladri hanno già acquistato delle canalette, questa volta però in materiale plastico.
Red/Lam
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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