
Lamezia Terme, 3 aprile – Si è tenuto stasera, presso il salone della chiesa del Redentore, l’incontro-dibattito, organizzato dall’associazione di volontariato ITERSPEI, “La mia tesi” dove è stata presentata la tesi di laurea della dott.sa Giovanna Mercuri con tema: Occupazione e disoccupazione in Italia, divario tra nord e sud. In particolare l’occupazione e la disoccupazione in Calabria.
Presenti oltre alla giovane laureata, il dott. Umberto Caputi della facoltà di economia dell’Università degli studi della Calabria (Cs), e il dott. Cosimo Cuomo, dirigente regionale presso il dipartimento politiche del lavoro. Ad aprire i lavori è stato il dott. Umberto Caputi, che ha presentato la dottoressa Giovanna Mercuri che ha chiaramente e dettagliatamente esposto la sua tesi. “Il bene di un Paese – inizia Giovanna Mercuri - deriva dalla capacità dello stesso di produrre beni e servizi, come ad esempio, un lavoro duraturo.” “Anche la nostra costituzione nei suoi principi fondamentali stabilisce, che il lavoro è un diritto e un dovere di ogni cittadino.”
“Ma soprattutto in Calabria, questi principi fondamentali costitutivi sono spesso disattesi”. “In questa regione il problema occupazionale si presenta come una piaga non indifferente; al sud, infatti, il mercato del lavoro è sempre più asfittico con grandi sacche di inattività e lavoro sommerso, poi le imprese qui presenti sono molto piccole, e a causa del venir meno delle committenze da parte dei grandi gruppi industriali del nord, rischiano di sparire dal mercato, e questo, ha conseguentemente grandi ripercussioni sulla situazione occupazionale, presentando così le regioni del sud, in particolare la Calabria, come delle aree di persistente ristagno”.
“La Calabria si presenta come l’esempio del sottosviluppo nel mezzogiorno e l’economia calabrese, causa di un processo di sviluppo incompiuto, è un'economia molto debole, e anche la carenza di grandi industrie accentua questo problema, però la Calabria presenta un territorio nel quale si potrebbe investire, e tanto anche, ma non è possibile per diversi limiti, come la mancanza di sicurezza, la difficoltà di accesso al credito, la carenza di infrastrutture atte anche al trasporto e alla logistica, disservizi amministrativi, la criminalità organizzata”.
“Ma alla base di tutto, vi è anche la mancanza della cultura di impresa perché c’è una forte propensione verso l’impiego pubblico e poco verso l’iniziativa privata, situazione che porta al lavoro sommerso, irregolare, in nero, che sono ulteriori piaghe del territorio calabrese viste, purtroppo, molto spesso come le uniche alternative alla disoccupazione“.
“Tante volte - continua la dottoressa – questa mancanza di lavoro porta molti giovani a lasciare la terra natia per andare fuori regione o addirittura fuori dal Paese per lavorare, fornendo le proprie competenze e le proprie energie ma servono delle politiche attive per evitare queste ″fughe di cervelli all’estero″ e la convinzione che lo sviluppo in Calabria è possibile; bisognerebbe infrastrutture il territorio, bisognerebbe consentire lo sviluppo di una cultura e di una classe imprenditoriale, rafforzare le piccole imprese”. In conclusione della serata il dott. Cuomo mostra dei grafici e delle statistiche che mostrano le differenze occupazionali fra la Calabria e il resto dell’Italia. “Una delle garanzie per un corretto funzionamento del meccanismo istituzionale è quella della chiarezza delle informazioni fissando bene gli obiettivi da perseguire e su come sono usati i fondi messi a disposizione”
Francesco Ielà
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