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Lamezia Terme, 27 giugno -  Polemiche sul rinnovo del Cda della Sacal. Questa volta a sottolineare l’anomalia della nomina di due parlamentari, Speziali e Traversa ci ha pensato Pino Soriero "Il rinnovo del Consiglio d'amministrazione della Società di gestione dell'aeroporto di Lamezia (Sacal), avvenuto nei giorni scorsi, presenta aspetti sostanziali inquietanti. Presidente del CDA è stato eletto ancora una volta un senatore a cui si è aggiunto ora, in qualità di consigliere, un deputato che, per coincidenza, è anche sindaco di Catanzaro”. Soriero dice di voler sollecitare  "una riflessione attenta e oggettiva poiché quello di Lamezia non è un aeroclub; è un aeroporto internazionale con funzioni complesse. Al di là delle singole nomine, sento di dover segnalare un contraddizione di metodo e di merito sull'esercizio ruoli.Tralasciando ogni considerazione su questioni di stile, mi limito a ricordare che la presenza di ben due parlamentari, in un Consiglio di sole otto persone, determina un meccanismo distorto tra 'controllori e controllati'. Perché esponenti del PDL, partito che a livello nazionale esalta i principi di liberalizzazione e specializzazione dei servizi aeroportuali, in Calabria arrivano in un colpo solo a cancellare, con operazioni discutibili, sia l'uno che l'altro?”. Poi, incalza ricordando come “già un anno fa il Parlamento (su iniziativa del PD e del Centrosinistra) ha discusso dell'anomalia SACAL e il Governo si è presentato con una interpretazione della legge tanto forzata allora quanto non più riproponibile oggi. Se la nomina a presidente del CDA di un senatore è stata già discutibile per un periodo transitorio, oggi è inaccettabile reiterarla e 'stabilizzarla', giacché il noto parlamentare dovrà dedicare la maggior parte del suo tempo a occuparsi non delle attività previste in osservanza del mandato a lui affidato dai cittadini, bensì della gestione di servizi, di appalti, di convenzioni e di accordi finanziari. E perché il sindaco di Catanzaro, che candidamente ha già affermato di non volersi dimettere da deputato (con un'evidente forzatura, poiché il capoluogo non è un piccolo borgo marginale), deve adesso occuparsi anche della gestione dello scalo lametino? Quale segnale vuole esprimere? Auspico che il Ministero competente valuti al più presto questa situazione distorta e che il Parlamento e il Consiglio regionale della Calabria discutano di nuovo subito del caso Sacal, per garantire , al di là degli interessi di parte, la salvaguardia di un principio di effettiva autonomia tra ruoli politici e ruoli manageriali".