
Lamezia Terme, 22 marzo - Non possiamo come Associazione Lamezia Freedom Onlus che fare i complimenti alla Guardia di Finanza ed alla Procura della Repubblica di Lamezia Terme per l’operazione messa in atto, con quale è stata fatta luce su un fenomeno di elevata gravità che colpisce il mondo dei lavoratori nella nostra città e nel sud in generale, sul quale non si può far finta come se non esistesse. Gli inquirenti, infatti, hanno tratto in arresto un imprenditore lametino che, stando alle contestazioni dell’Autorità Giudiziaria avrebbe posto condizioni estorsive ad un suo dipendente, chiedendogli la restituzione di parte dello stipendio, a fronte della minaccia del licenziamento.
Precisiamo che sono ancora in corso di accertamento da parte degli inquirenti tutte le responsabilità. La nostra gratitudine e i nostri complimenti, in particolare devono essere fatti nei confronti del Comandante della Guardia di Finanza Maurizio Pellegrino, del sostituto procuratore Maria Alessandra Ruberto e del brigadiere Vito Margiotta e dei militari tutti del Nucleo Mobile che hanno eseguito le indagini. Da parte nostra è necessario porre in evidenza il ruolo importante della Guardia di Finanza a difesa nel nostro territorio, ponendosi come istituzione in primo piano per la salvaguardia del territorio, al contrasto alla malavita organizzata e di ogni forma di illecito, assumendo di pieno diritto con il loro lavoro solerte e attento credibilità e professionalità, conquistando la fiducia dei cittadini, di garantire la democrazia, la libertà e la giustizia non solo fiscale ma ancora di più quella sociale. L’operazione posta in essere, se tutto verrà confermato dagli inquirenti, pone le basi, dobbiamo dire inedite, per l’argomento trattato e che portano a rompere ogni tipo di sottomissione del dipendente nei confronti del datore di lavoro.
Riteniamo che sia opportuno che ci si fermi, è necessario dopo questa operazione una riflessione da parte di tutti, ponendo in evidenza che le cose devono cambiare e migliorare, tenendo presente e ci auguriamo che questo sia un caso isolato (ma sappiamo che non è così); è necessario che sia fatta chiarezza e giustizia per entrambi le parti in causa, ma ancora di più che si determini nella consapevolezza di chi ha mosso i primi passi, cioè il dipendente, che lo Stato è presente ed è in grado di raccogliere ogni tipo di denuncia e tutelare chi denuncia con la consapevolezza che è questa l’unica strada per essere non solo dei buoni dipendenti, ma come tali avere, oltre ai doveri e cioè quelli di lavorare in modo corretto nel rispetto del proprio lavoro e del proprio datore di lavoro, anche la dignità di uomini e di lavoratori che non può essere calpestata. Soltanto quando avremo questa consapevolezza e che questa sia percepita da parte di tutti allora saremo non solo uomini liberi ma anche uomini giusti.
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