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Lamezia Terme, 4 gennaio - Si è svolta nella Cattedrale di Lamezia la messa per ricordare l'omicidio del sovrintendente della polizia di Stato Salvatore Aversa e della moglie Lucia Precenzano, uccisi venti anni fa in un agguato mafioso a Lamezia Terme. Alla celebrazione liturgica, presieduta dal vescovo di Lamezia Terme, mons. Luigi Cantafora, hanno partecipato i figli ed i familiari di Aversa; il prefetto di Catanzaro, Antonio Reppucci; il questore, Vincenzo Roca; numerosi funzionari e dirigenti della polizia di Stato, oltre che i rappresentanti delle altre istituzioni militari e civili.

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Nella sua omelia il vescovo ha affermato che "la circostanza dell'anniversario del duplice omicidio dei coniugi Salvatore Aversa e Lucia Precenzano ravviva sicuramente tanti perché, andando forse anche ben oltre gli interrogativi su chi siano assassini e mandanti. Le indagini della giustizia umana sono legittime e doverose e molti di voi presenti siete con generosità e competenza impegnati a tutelare l'ordine pubblico con azioni sia preventive che repressive. La Chiesa italiana ha voluto recentemente ricordare, in un suo documento ufficiale, i numerosi testimoni immolatisi a causa della giustizia: magistrati, forze dell'ordine, politici, sindacalisti, imprenditori e giornalisti, uomini e donne di ogni categoria. Tra loro possiamo certamente annoverare Salvatore Aversa e la moglie Lucia Precenzano, anche loro vittime di un'ingiustizia disumana". "Le mafie - ha aggiunto - sono un vero e proprio 'cancro', una tessitura malefica che avvolge e schiavizza la dignità della persona. Non bisogna però rassegnarsi, quasi che siano invincibili. Con Cristo è possibile cambiare vita, convertirsi, abbandonare lo stile di vita mafioso ed ogni forma di male e di peccato. L'annuncio evangelico ci interpella tutti: Convertitevi, cambiate mentalità, cambiate vita! E' un appello rivolto a tutti".  Anche il parlamentare Giuseppe Galati, assente alla cerimonia, ha voluto inviare un suo messaggio affermando, tra l'altro come "il ricordo di questa triste giornata dia a tutti quanti la forza di debellare con sdegno la piaga della criminalità organizzata e di reagire ad essa con fermezza".

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Al termine della cerimonia religiosa è stata deposta, come accade ormai da vent'anni, una corona d'alloro sotto la targa in meoria di Aversa e della moglie e che si trova affissa all'ingresso dell'ex commissariato di polizia su corso Numistrano.

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