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Lamezia Terme, 4 luglio – La giornata lametina del presidente della regione Giuseppe Scopelliti era iniziata, assieme al presidente del consiglio regionale Talarico, con un colloquio formale ma cordiale con il vescovo di Lamezia Luigi Cantafora. Al termine dell'incontro la Regione si è impegnata ad elargire per la visita del Santo Padre del prossimo 9 ottobre circa 500.000 euro. Subito dopo Scopelliti e Talarico si sono recati presso l'ospedale di Lamezia dove ad attenderli c'era il commissario dell'Asp Gerardo Mancuso e l'onorevole Ida D'Ippolito. Assieme hanno girato un paio di reparti di prossima realizzazione. Durante il giro, una signora, ha avvicinato il presidente Scopelliti facendo presente il proprio malessere sulla situazione della sanitaria lametina.

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Finito il giro tra i reparti il gruppo è arrivato nella sla conferenze dove il commissario dell'Asp Mancuso ha potuto tracciare il bilancio dell'attività fin qui svolta. Nella relazione, Mancuso ha sottolineato come "l'Asp aveva 320 milioni di euro di debito e, cioé un quarto della Calabria. Nel 2008, il passivo è stato di 74.500.000, nel 2009 di 56.200.000 e nel 2010 di 24.150.000. Nei primi sei mesi del 2011, inoltre, la spesa farmaceutica è stata ridotta di un milione e mezzo di euro".

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Prendendo la parola, il presidente Scopelliti ha chiesto ai presenti se "rispetto al nostro arrivo, questa struttura è peggiorata o migliorata e lo faccio con la volontà di chi vuole governare il territorio conoscendolo bene". "Quando c'erano le risorse - ha poi tenuto a ricordare - non sono state spese bene" mentre ha poi sottolineato come questo piano di rientro lo "hanno approvato altri, ma abbiamo dovuto applicare noi. Non so - ha poi aggiunto Scopelliti - quanti condividano la relazione fatta dal commissario Gerardo Mancuso. Però qui parliamo di numeri, cifre, impegni, azioni, concretezza delle scelte e non so se ai tempi in cui era assessore l'onorevole Doris Lo Moro questa città era diversa. Quello che premia oggi è la franchezza nel parlare e noi crediamo che ci sia una grande tentazione di aggressione a questa classe dirigente perché abbiamo fatto una scelta". Il Presidente della regione ha parlato anche dell'ospedale di Soveria Mannelli "lo abbiamo salvato facendo uno sforzo enorme presentandolo al tavolo Massicci come un ospedale di montagna. Se tutto questo fosse stato fatto nel passato, oggi non saremmo qui a fare queste scelte". Infine, Scopelliti ha informato i presenti che "mentre si fanno delle restrizioni sulle spese inutili, contestualmente si fanno anche degli investimenti. Domani, ad esempio, saremo a Roma, insieme al presidente del Consiglio regionale, Francesco Talarico, ed ai parlamentari, perché incontrerò il presidente dell'Inail per lavorare celermente sul centro protesi di Lamezia Terme. Noi vogliamo perseguire obiettivi nobili senza inseguire prebende. All'inizio del mandato ho detto ai commissari straordinari delle Asp di essere intransigenti con tutti". Prima di lasciare il microfono Scopelliti ha voluto controbattere alla polemica con la Cgil sulla costruzione dei nuovi ospedali: "La Cgil si sta attorcigliando su questa costruzione dei nuovi ospedali. Con me vince chi è più bravo ed a me in Calabria interessa realizzare gli ospedali. Bisogna avere la capacità di dare risposte e la politica si deve distinguere tra quella del dire e quella del fare e noi ci stiamo battendo per questo". Dello stesso avviso il presidente del consiglio regionale Talarico  e ci sforzeremo fino all'ultimo per realizzare ciò che abbiamo deciso di fare". Sulla stessa lunghezza d'onda il presidente del Consiglio regionale, Francesco Talarico, che ha ricordato come "la sanità in Calabria è commissariata e noi abbiamo un piano di rientro da rispettare che ci impone determinate cose perché abbiamo ereditato debiti".

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"Tutte queste contestazioni che ci sono - riferendosi (vedere foto in basso) anche agli striscioni di questa mattina fuori dal nosocomio e la contestazione dell'ex infermiere e sindacalista Lentidoro (accompagnato fuori dai Carabinieri) proprio durante il suo discorso - quando c'era Loiero io non le vedevo e questo ci spinge ancora di più ad andare avanti. Fra quattro anni, quando ci saranno le elezioni, i cittadini ci voteranno oppure ci bocceranno sull'idea nuova che stiamo portando avanti".

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Poi Talarico aggiunge: "stiamo lavorando su due punti: la ristrutturazione dei reparti e un'azione chiara sulle professionalità. Al di là di quello che possiamo fare noi - ha concluso - siete voi quelli che quotidianamente dovete accompagnare l'ammalato con una mentalità nuova che non è quella dell'appoggio politico. Rimbocchiamoci le maniche e lavoriamo tutti insieme per il bene della Sanità. L'ammalato, infatti, non è né di destra, né di sinistra e né di centro. Noi stiamo lavorando per abbattere le liste di attesa e per rendere fruibile questo ospedale. Per questo è necessario riacquistare la mentalità della condivisione".

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