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Lamezia Terme, 8 novembre – E’ stata scoperta questa mattina da una rappresentanza di giovani studenti di Lamezia e Decolaltura, la targa in ricordo del generale Francesco Stocco. La scopertura è stata anticipata dall’inno di Mameli, simbolo dell’unità nazionale fortemente voluta da Stocco che fu uno dei protagonisti indiscussi del Risorgimento italiano. A raccontare il generale, che nacque ad Adami di Decolaltur,a ci hanno pensato i professori Lucio Leone e Vincenzo Villella, mentre la professoressa Parlati ha declamato alcune poesie in vernacolo tra cui una creata per l’occasione in cui il patriota si compiace che nel giorno del centrotrentunesimo anno della sua morte, e nell’anno dei 150 dell’Unità d’Italia, qualcuno si sia ricordato di lui con questa targa affissa al portone della sua ultima dimora.

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Dopo gli storici ed intellettuali la parola è passata alle autorità politiche presenti, in primis Annamaria Cardamone, sindaco di Decollatura che ha ringraziato dell’invito ed ha parlato di unione dei vari comuni, poi il consigliere regionale Mario Magno, il quale anche lui ha sottolineato come sia indispensabile unirsi per sopravvivere alla crisi e, infine il sindaco di Lamezia che ha annunciato, tra l’altro, una mostra sul risorgimento che si terrà al museo archeologico dal prossimo 10 dicembre e si protrarrà per tutte le festività natalizie. Prima di cedere la scena ai ragazzini, il sindaco ha voluto lanciare anche lui un messaggio di unione tra comuni spiegando come sia il sindaco di Decollatura, quello di Confllenti Giovani Paola che tutti quelli dell’hinterland debbano sempre sentirsi a Lamezia non come ospiti graditi ma come co-padroni di un’unica casa e di un unico grande territorio quale il lametino al centro della Calabria. Prima che iniziasse a piovere i ragazzi delle scuole hanno così potuto scoprire la targa in memoria del generale Francesco Stocco che recita così:

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In questa casa visse il generale Francesco Stocco. Di nobile famiglia, protagonista dei moti calabresi del 1848, godette, l’amicizia di Mazzini, la stima di Cavour, la fiducia di Garibaldi. Nella campagna meridionale del 1860 si distinse a Calatafimi, a Soveria Mannelli, a Caserta Vecchia. Eletto nel primo parlamento italiano, rinunciò successivamente alla vita politica e militare per ritirarsi nella sua Nicastro. Qui si spense all’età di settantaquattro anni l’8 novembre 1880”.

Durante la celebrazione della scopertura della targa è stato più volte citato lo stato di abbandono in cui versa la tomba del generale nel cimitero di Nicastro e per il quale, da tempo, si è chiesto un intervento di ristrutturazione essendo passati ben 131 anni dalla sua realizzazione.

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