Lamezia Terme, 19 maggio – La "Scorta civica Calabria-Caltanissetta-Palermo”, costola del movimento “Agende rosse”, fondato da Salvatore Borsellino nella speranza di far luce sulla strage di via D’Amelio, dove perse la vita il fratello Paolo, si riunirà il 29 maggio alle 10.00 in piazza della Repubblica, davanti al tribunale di Lamezia Terme, in un sit-in per ribadire il suo “no alla mafia”.
La manifestazione vuole essere un concreto segnale di solidarietà e sostegno da parte dei cittadini verso i magistrati esposti nella lotta contro la criminalità organizzata e alla difesa della Costituzione, uomini che, come li definiscono i promotori dell’iniziativa, sono “eroi da proteggere e sostenere finché sono ancora vivi”. Altro obiettivo del sit-in è quello di far capire alla società civile, che ogni singolo cittadino deve fare la propria parte affinché sia garantita l'incolumità ai magistrati antimafia. Proprio per questo, il Comitato chiama a sé la parte sana della città: insegnanti, studenti, politici di ogni colore, associazioni, comitati e semplici cittadini che, avranno finalmente l’occasione di dimostrare che non intendono più vivere in una città omertosa e sono pronti a schierarsi apertamente a favore di tutti coloro, che subiscono ogni genere di intimidazioni mafiose.
La città, spronata dalla presenza delle “Scorte civiche” siciliane nate a sostegno dei magistrati Giovanbattista Tona e Antonio Ingroia, scenderà a fianco dei procuratori della Repubblica del tribunale di Lamezia, Salvatore Vitello e Giuseppe Spadaro, del procuratore Pierpaolo Bruni del tribunale di Crotone, e di altri magistrati italiani quotidianamente bersaglio di atti intimidatori, ai quali saranno consegnate le agende rosse, simbolo dell’omonimo movimento. L’iniziativa intende perciò, restituire loro la serenità di cui hanno bisogno per proseguire al meglio il loro importante lavoro.
Il fratello del giudice Borsellino ha espresso la volontà di essere presente al sit-in dichiarando: “Questa lotta la dobbiamo proprio a chi ha sacrificato la propria vita per un ideale di verità e di giustizia che non riguardava solo lui. Noi stiamo dalla parte dei giudici onesti, e siamo contro chi li attacca, con le parole o con i fatti. Chi è contro di loro è contro noi cittadini. Chiunque può contribuire attivamente a rendere migliore la nostra società: se l’antimafia diventa un patrimonio

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