
Lamezia Terme, 2 dicembre – E’ stato siglato questa mattina il protocollo d’intesa tra Comune di Lamezia e Tribunale per i lavori di pubblica utilità ai condannati dal giudice monocratico. Presenti alla firma il presidente del Tribunale, Giuseppe Spadaro, il procuratore Salvatore Vitello, il sindaco Gianni Speranza, l'assessore alla Cultura, Tano Grasso assieme al resto della giunta comunale, don Giacomo Panizza in rappresentanza della Comunità Progetto Sud. A prendere la parola per prima è stato l’assessore Tano Grasso: “Il messaggio che si dà oggi rende più credibile lo Stato. E quanto più lo Stato è credibile tanto maggiore sarà la fiducia dei cittadini”. Don Giacomo Panizza, subito dopo, ha spiegato di aver detto: “subito di sì perché penso che la mediazione tra carcere e società non possano più farla i clan, perché il buono deve essere solo lo Stato” Poi ha aggiunto:”C’è un aspetto pedagogico: le persone che commettono un reato ed entrano in carcere rischiano di espiare il reato fine a se stesso. Con questo protocollo, invece, chi ha commesso un reato si fa vedere, ci mette la faccia, per ricucire lo strappo con la società a seguito degli sbagli che ha commesso. In questo senso – ha aggiunto - l’aspetto umano e collaborativo del detenuto è fondamentale per permettere a queste persone di rientrare a testa alta nella società”. Per il sindaco Gianni Speranza la firma del protocollo d’intesa tra comune e tribunale è “un grande privilegio per la nostra città che, allo stesso tempo, investe su se stessa. Si tratta di un nuovo punto di partenza, collettivo e di straordinario valore”.
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Infine il procuratore Salvatore Vitello ha spiegato come “la firma su questo protocollo ha un significato importante per due motivi. Il primo è di natura pedagogica: vogliamo far capire alla città che la giustizia ha una componente di natura umanitaria. Chi si vuole ravvedere siamo pronti ad accoglierlo e lo facciamo tutti insieme. In rete”. Poi ha sottolineato il secondo motivo che, a suo avviso, “riguarda l’umanizzazione della pena. Alcune volte si ha la sensazione che sia difficile da realizzare. Il carcere è un luogo di grande sofferenza e se i delinquenti, reali o potenziali, mi ascoltano, devono capire questo concetto: nel carcere si soffre. Il protocollo fa sì che chi sbaglia può poi fare qualcosa di utile per la società con un’azione operosa. Questi due concetti sono quelli che mi danno la speranza: ogni giorno che passa mi rendo conto che a Lamezia si migliora –dice - e questa è veramente una bella cosa. Se poi si opera tutti insieme, allora si lascia il segno”. Poi aggiunge: “Un giorno, quando qualcuno di noi andrà via, si saprà che è passato da Lamezia qualcuno che ha dato un contributo positivo. Se riuscirò a far questo, sarò molto contento”.
Alla fine dell’incontro, prima della firma del protocollo d’intesa, il presidente del Tribunale Giuseppe Spadaro ha voluto ringraziare tutti per l’impegno profuso alla realizzazione di questo patto annunciando anche che, dopo quattro anni, probabilmente andrà via dal tribunale lametino avendo inoltrato istanza di trasferimento.