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Lamezia Terme, 28 dicembre –Inaugurata ieri sera la terza edizione della rassegna, Wine Fest, due giorni di slow wine e cultura enologica. Location della terza edizione è stato Palazzo Nicotera. L’evento è stato promosso dall’Amministrazione comunale di Lamezia Terme e la Pieffe Comunicazione. Presenti alla tavola rotonda, coordinata dal giornalista Paolo Giura, l’amministrazione comunale con il sindaco Gianni Speranza e l’assessore alle attività produttive Giusy Crimi e il giornalista e sommelier Gianfranco Manfredi, presenti anche, a discutere del complesso argomento, imprenditori ed esperti del settore enologico: Giovanni Gagliardi (Vinocalabrese.it), Paolo Chirillo (Cantina Le Moire), Saveria Cristiano (Dirigente Regionale del Dipartimento Internazionalizzazione), Alberto Statti (Presidente Confagricoltura Calabria), Danila Lento (Cantine Lento), Francesco Esposito (Presidente G.A.L. Monti Reventino). Fra le cantine presenti alla degustazione c’erano: Tenute Ferrocinto, Tenuta Iuzzolini, Igreco, Statti, Odoardi, LeMoire, Lento e Davoli. Il tema trattato stasera è stato: "Viticoltura: il futuro del vino di qualità". Un incontro, questo, come affermano i relatori: “Dedicato sia ai conoscitori del vino che vogliono aggiornare e ampliare le proprie conoscenze, sia a chi vuole avere un primo approccio alla bevanda”. A relazionare per prima è L’assessore Giusy Crimi che porta i saluti dell’Amministrazione comunale, e dice sull’argomento tema della serata: “Che bisogna supportare le aziende del nostro territorio in modo che possano espandersi e mi auguro che questa iniziativa del Wine Fest possa dare un efficace contributo alle cantine che lavorano nella nostra Regione”.

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Saveria Cristiano dichiara che: “Il nostro assessorato ha come mission, scopo, i prodotti italiani come l’ottimo vino calabrese, vogliamo in questo momento di crisi far sviluppare il processo di internalizzazione del prodotto vino e sostenere le imprese locali”. “Noi facciamo un’attività di sponsorizzazione che ha ricevuto molti apprezzamenti”. Giovanni Gagliardi risponde alla domanda, ‘vino biologico: risorsa o minaccia? “Il vino biologico è una risorsa - afferma - perché il 24% della produzione totale del vino biologico è calabrese su una media nazionale dell’8%, e questo perché abbiamo una condizione climatica invidiabile, e la nostra terra e i suoi prodotti ci permettono di competere al meglio con le altre regioni italiane”. “Inoltre, il nostro vino è gradualmente cresciuto in maniera eccezionale; ma, si deve fare prima un’operazione sulla ristorazione calabrese e poi espanderlaDanila Lento: “La Calabria è una regione che si trova fra due mari (Ionio e Tirreno), ci sono dunque le condizioni sia di ventilazione priva di risacche d’aria rese impossibili proprio dalla presenza dello Ionio e del Tirreno e sia di qualità del territorio”. “Tali condizioni non possono esserci nelle altre regioni e noi dobbiamo sfruttare questa situazione, dobbiamo saturare prima la Calabria e poi l’estero”. “Dobbiamo competere con la qualità come fanno le altre regioni (ad esempio la Toscana) non con la quantità come fanno altri Paesi”. “I più famosi vini italiani - continua - sono stati artefatti con i vini calabresi”. E termina dicendo che: “Per fare vino, non si deve iniziare dalla cantina ma dal vigneto”. Francesco Esposito: “Per lo sviluppo delle nostre aziende bisogna puntare su ciò che esiste e migliorarlo”.

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Alberto Statti afferma: “La nostra è un’azienda leader nel settore enologico, è vero il vino buono nasce in vigneto ed è anche vero che noi abbiamo caratteristiche climatiche e territoriali invidiabili da valorizzare al massimo, e che abbiamo imparato a ottimizzare in ritardo”. “Bisogna valorizzare il nostro prodotto con un adeguato progetto di marketing, il volano dell’economia calabrese è anche l’aeroporto di Lamezia e bisogna sostenere i nostri prodotti enogastronomici dandogli la massima attenzione”. Gianfranco Manfredi sostiene, come è rimarcato da tutti i presenti alla tavola rotonda, che nel paniere dei prodotti d’eccellenza calabrese c’è il vino e che, un pregio della regione sono le sue gradevoli condizioni climatiche: “I piccoli territori offrono grandi qualità di vino, ed è la qualità quello che cerca il mercato, ed è proprio la qualità che noi offriamo con i nostri vini”. “I nostri vini, che possono rappresentare una novità per chi viene in Calabria, devono essere messi in evidenza nei menù dei nostri ristoranti”. “Dobbiamo saper vendere la nostra enogastronomia e il nostro territorio”. Conclude il giornalista e sommelier. Paolo Chirillo: “Noi possiamo vendere le specificità del nostro territorio come la Sila, abbiamo un tesoro da far conoscere, dobbiamo far conoscere e sviluppare le nostre specificità come fanno negli altri Paesi”. “Il nostro brand - conclude - deve essere la Calabria”. Il sindaco Gianni Speranza: “Abbiamo organizzato questo evento per promuovere le nostre aziende, fare di Lamezia la città del vino, dare tutto per promuovere ciò che nasce nel nostro territorio, dobbiamo saper giocare le nostre carte – puntare sugli agriturismo e la ristorazione di qualità”.

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La seconda giornata dell’evento che si terrà oggi, stessa location e stessa ora, sarà invece dedicata al tema: "Tra storia e turismo" - Il vino sta pian piano divenendo uno dei principali ‘percorsi’ su cui si spinge e si muove il turismo, ed è allo stesso tempo un’espressione del territorio. Al termine di ogni dibattito sarà possibile partecipare, in compagnia dei soci dell’Associazione italiana sommelier (AIS), alla degustazione dei vini delle cantine presenti alla rassegna e, assistere all’intrattenimento musicale della Carlo Caligiuri Jazz Band.

Francesco Ielà