
di Virna Ciriaco
Lamezia Terme, 24 giugno – Nonostante il sole cocente e il caldo soffocante sono stati numerosi i lametini che hanno deciso di seguire cosa aveva da raccontare su "la giustizia è una cosa seria" il procuratore aggiunto di Reggio Calabria Nicola Gratteri. Intervistato dal giornalista del Sole24Ore Gaeta non ha lesinato battute e commenti sul modo di intendere e fare giustizia, un modo di parlare senza sé e senza ma, ed è forse anche per questo che alla domanda specifica del giornalista ha risposto che in sedici anni non ha mai accettato di entrare politica. Un magistrato che ha spiegato limpidamente i costi del sistema giudiziario, di come sarebbe e dovrebbe essere riscritta una parte della legislazione in materia, di essere contro l'abolizione delle intercettazioni telefoniche e di chiedere, tra le altre cose, l'utilizzo della posta certificata e l'informatizzazione dei processi che farebbero risparmiare diversi milioni di euro ai contribuenti così come la chiusura di 40 tra procure e tribunali dove esistono solo due magistrati. Diversi gli applausi, lo stesso Gratteri ha ironizzato sull'afflusso di pubblico "siete qui perché ormai sono come le subrette, mi vedete in televisione e siete stati attratti qui da questo...". Secco il no di risposta dei tanti lametini e non solo che hanno partecipato assorti, a tratti entusiasti, a quanto spiegato loro dal magistrato di Reggio. Disarmante quando ha risposto alla domanda sugli straordinari dei suoi angeli custodi, sempre lì vicino a lui sul palco "non vengono pagati da molti mesi" ha denunciato, suscitando sgomento tra il pubblico. Alla fine, anche noi abbiamo posto un paio di domande. La prima è un commento sul Festival organizzato a Lamezia e Gratteri ha risposto che "questa iniziativa mi piace, ho visto l'opportunità di incontrare tanta gente e raccontare tante cose. E' una iniziativa positiva". Poi, sul fatto che ormai scrivere libri sulla mafia, e 'ndrangheta in particolare, sia diventata quasi una moda ci ha risposto che "Sì, ci sono libri molto belli che conosco e poi ci sono altri che sono copia e incolla".

In ultimo, essendo a Lamezia, abbiamo chiesto al procuratore se a suo avviso esistano delle differenze evidenti all'interno della 'ndrangheta, in particolare tra quella reggina e lametina. Gratteri ci ha spiegato che addirittura "esistono delle differenze nella stessa provincia di Reggio Calabria per quanto riguarda la 'ndrangheta tra lo Jonio e il Tirreno. Cambia molto l'approccio, la durezza. La tipologia di confronto è quella di una 'ndrangheta più dura, asciutta presente nella zona jonica mentre poi, man mano che ci spostiamo sia sulla piana di Gioia Tauro che nel lametino la 'ndrangheta diventa più lacerata, accomodante, tollerante".
© RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA