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Lamezia Terme, 10 marzo - La festa della donna, appena trascorsa, quest’anno più che mai è stata foriera di novità importanti per l’altra metà del cielo. Stereotipi a parte, il cielo delle donne è un intero universo, estremamente complesso che, in fatto di determinazione e combattività, non ha niente da invidiare ai maschi. E quando decide di muoversi, lo fa in modo serio e senza tentennamenti. Così come hanno fatto le avvocate lametine che mercoledì scorso hanno sottoscritto un protocollo d’intesa a tutela della professione forense esercitata dalle donne in momenti particolari della vita. Segnatamente, durante e dopo la gravidanza.

Vediamo in dettaglio cosa è stato deciso. Il Comitato Pari Opportunità degli Avvocati di Lamezia Terme, nella persona del suo Presidente, Francesca Zaccaro, di concerto con il Tribunale di Lamezia, presieduto dal dottor Giuseppe Spadaro, facente funzioni e col presidente dell’Ordine degli avvocati di Lamezia,  ha  chiesto ed ottenuto, dagli altri soggetti sottoscrittori, di sviluppare un rapporto di intensa collaborazione finalizzato alla definizione di un comune progetto di attività di studio, ricerca e formazione in materia di pari opportunità. Il Protocollo intende naturalmente garantire l’efficienza e l’andamento della Giustizia, così come la salvaguardia del diritto alla difesa dell’assistito, mediante la costruzione di un percorso condiviso di assunzione di impegni tra i reciproci soggetti sottoscrittori.

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In particolare il Protocollo, in ossequio alla normativa CE e Costituzione Italiana, alle vigenti norme di legge e sentenze della Corte Costituzionale in materia di pari opportunità, riconosce ed è questo il nocciolo, lo stato di gravidanza e maternità quale causa di legittimo impedimento a comparire alle udienze, dell’avvocata civilista, giuslavorista e penaliste (in tal caso con alcune esclusioni), durante i due mesi precedenti la data presunta del parto ed i tre mesi dopo il parto. Le avvocate dovranno presentare apposita istanza all’Autorità Giudicante, allegando il certificato medico indicante la data presunta del parto o il certificato di nascita, ovvero la dichiarazione sostitutiva ai sensi dell’art. 46 del D.P.R. n. 445/2000, senza necessità di ulteriori specificazioni comprovanti particolari patologie. L’istanza dovrà essere ritualmente comunicata anche al difensore della controparte.

“Il protocollo – ha dichiarato con soddisfazione la presidente del CPO Zaccaro – è la prima risposta concreta al fenomeno della straordinaria avanzata delle donne nella professione forense, considerando che a Lamezia ben il 48% degli iscritti nel registro dei praticanti avvocato, sono donne. Dato questo, in netta crescita. Il protocollo – prosegue e conclude la Zaccaro – è importante perché tutela le lavoratrici madri dinanzi ad una legislatura discriminatoria per le donne avvocato nei confronti degli uomini e delle lavoratrici dipendenti”.

Ecco, in dettaglio, le 12 figure del Comitato Pari Opportunità che hanno dato vita al documento in oggetto: Francesca Zaccaro (presidente), Caterina Restuccia (vice), Francesca Misuraca (segretario); e inoltre: Federica Cario, Mara La Russa, Giovanna Gaetano, Simona Grillo, Emanuela Vitalone, Debora Chirico, Antonella Mercuri, Paola Sirianni e Mariangela Longo.

Alessandro Cosentini