
Lamezia Terme, 3 maggio – “Il fenomeno delle truffe alle assicurazioni affligge ormai da troppo tempo il nostro Paese ed in particolare le Regioni del Sud, che rischiano di pagare un prezzo elevato, sia sul piano economico che su quello sociale, se non si attivano al più presto efficaci azioni di prevenzione e contrasto. Com’è noto per gli italiani frodare le assicurazioni è un atto di furbizia, un “ peccato veniale ”, e non un vero e proprio reato. Tale atteggiamento ha reso il fenomeno delle truffe sempre più grave e dilagante, determinando danni al sistema assicurativo per diverse centinaia di milioni di euro”. Questo è quanto affermano, in un comunicato congiunto, diversi agenti assicurativi della città di Lamezia. Secondo gli agenti “il primo effetto di questa cultura dell’illegalità è di generare una consistente lievitazione dei premi delle polizze, con aumenti che talvolta raggiungono anche il 100%, ed il conseguente deterioramento dei rapporti con i clienti. L’altra, e non meno importante, conseguenza di tale problema è il progressivo peggioramento dei risultati economici delle Agenzie, cui le Compagnie rispondono sempre più frequentemente con politiche di ridimensionamento che rischiano di compromettere l’equilibrio organizzativo di tali strutture”.
“I sindacati di categoria - aggiungono - ritengono che nel prossimo triennio circa 5.000 Agenzie e Subagenzie, con oltre 10 miliardi di euro di giro d’affari ed una forte concentrazione nelle Regioni del Sud, sono a rischio chiusura, con una ricaduta occupazionale devastante, visto che per ogni Agenzia lavorano in media 10 addetti tra Agenti e Collaboratori interni ed esterni. La situazione di Lamezia Terme e del suo comprensorio non è diversa da quella delle altre realtà del Mezzogiorno colpite dal fenomeno delle truffe alle assicurazioni”.
Per gli agenti assicurativi lametini “anche qui la quantità dei colpi di frusta e degli investimenti di pedoni in retromarcia è tale da indurre a ritenere che il settore sia vittima di veri e propri comitati d’affari o, comunque, di un malcostume diffuso, e diventa sempre più frequente il caso di Compagnie di Assicurazione che, ormai stanche di fungere da ammortizzatori sociali minacciano di abbandonare il territorio. Accertato il male - sottolineano - occorrerebbe individuare la cura, ma dopo anni di confronto ai più alti livelli sui provvedimenti da adottare per ridimensionare il fenomeno, a tutt’oggi il quadro normativo e gli strumenti predisposti non sono sufficienti. La complessità dei problemi da risolvere per colmare le molteplici carenze del sistema richiede la volontà e l’impegno fattivo di tutte le parti interessate: Istituzioni Pubbliche, Compagnie di Assicurazione, Sindacati di Categoria, Associazioni dei Consumatori, Categorie Professionali”
E proprio partendo da quest’ultimo assunto gli agenti “che operano nel comprensorio di Lamezia Terme hanno deciso di promuovere alcune iniziative per richiamare l’attenzione sul problema e stimolare l’azione di controllo e repressione degli organi preposti. Nell’ambito di tale programma, lo scorso 27 Aprile, una delegazione di agenti di assicurazione di Lamezia Terme, in rappresentanza della quasi totalità dei Professionisti del settore che operano nel comprensorio della Città della Piana, ha incontrato il Procuratore della Repubblica, dottor Salvatore Vitello. Nel corso dell’incontro – riferiscono gli agenti - abbiamo rappresentato la situazione di particolare difficoltà in cui versa la categoria a causa del sempre più diffuso fenomeno delle truffe alle assicurazioni e chiesto l’avvio d’ indagini mirate, o una rapida conclusione di quelle eventualmente in corso. Da parte sua il dottor Salvatore Vitello, dimostrando apprezzamento per l’iniziativa avviata dagli agenti di assicurazione, ha affermato che il fenomeno delle truffe è seguito con molta attenzione dalla Procura della Repubblica, e che l’attività di indagine sin qui svolta ha generato ben 97 rinvii a giudizio per il reato di cui all’art. 642 del Codice Penale, ovvero Fraudolento danneggiamento dei beni assicurati e mutilazione fraudolenta della propria persona”.
Dal canto loro, gli agenti di assicurazione hanno accolto la notizia con soddisfazione ed hanno auspicato “una sollecita conclusione delle eventuali ulteriori indagini in corso, manifestando la piena disponibilità della categoria ad interagire con la Procura della Repubblica, con le Forze dell’Ordine ed ogni altro Ente ed Istituzione per dare il proprio contributo all’azione di contrasto del fenomeno e, più in generale, alla promozione della cultura della legalità nella Città della Piana”.
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