Lamezia Terme, 14 marzo 2010 - Con l’avvicinarsi delle ormai prossime scadenze elettorali, in particolare quella comunale, cominciano inevitabilmente i suggerimenti di grandi opere e di mega infrastrutture, certamente necessarie, indispensabili per una città come Lamezia.
Calabria Mia, che ben conosce le annose deficienze del nostro territorio, intende intervenire nello specifico con l’augurio che finisca la stagione dei proclami e si passi alla tanto conclamata politica del fare.
Dopo questa premessa parliamo delle cose alle quali riteniamo occorra dare priorità, proponendole come “Patto Per Lamezia”.
1) Porto Canale e non porticciolo turistico, questa infrastruttura oggi in modo particolare super necessaria, per far decollare il turismo lamentino e del suo comprensorio, unitamente ad altre due realizzazioni come il Polo Fieristico e il centro alberghiero e di benessere legato al parco termale di Caronte. Andiamo con ordine, il porto canale da realizzarsi nell’alveo e foce del fiume Amato come da noi segnalato all’Amministrazione Provinciale di Catanzaro, per l’inserimento dello stesso nel Piano Territoriale Provinciale, proposto per due motivi, il primo è giusto dotare il lamentino di una struttura portuale degna di questo nome, dando alle centinaia di diportisti la possibilità di un attracco decente per le loro imbarcazioni in una struttura che possa ospitare 600 imbarcazioni in una zona fornita di tutti i servizi necessari anche per andare incontro alla incontenibile domanda di posti barca che viene dal mondo del turismo. Chiaramente un sito marino di così ampio respiro vedrà nel volgere di poco tempo la nascita di decine di villaggi turistici come indotto del porto, andando a creare centinaia di posti di lavoro. Altro motivo, la creazione nello stesso sito con realizzazione di tre imbarchi per navi traghetto, per la tratta Catania/Palermo, questo per dare voce alle tanto invocate autostrade del mare. Tutto questo porterebbe un forte alleggerimento del traffico pesante autostradale con un forte risparmio per gli utenti, non disdegnando l’indotto occupazionale che tra imbarcati e personale di terra andrebbe a occupare non meno di 300 addetti che unitamente al diporto e servizi annessi andremo a superare le 600 unità lavorative ivi incluse le maestranze dei rimessaggi per il diporto in senso lato.
Perché il tutto nell’alveo del fiume Amato e sua foce? Non tutti sanno della grande vocazione portuale di questa specifica zona, già durante l’impero Romano il fiume Amato era navigabile con attività portuale alla sua foce, da studi fatti da ingegneri nautici, l’individuazione di questa zona nasce anche da un motivo di stabilità geografico prova ne sia che in detta zona da oltre cinquant’anni l’ampiezza della spiaggia misura sempre circa settanta metri e fatto importante detta struttura non arrecherebbe nessun danno all’ecosistema della zona, non solo, lo andrebbe per alcuni versi a migliorare.
Altro motivo non secondario della priorità assoluta di questo manufatto, è rappresentato dalla necessità per le decine di pescatori professionali che gravitano nell’area del lamentino, dando loro la tranquillità di un posto barca nella loro zona di residenza.
2) Polo Fieristico da realizzarsi nell’area del vecchio zuccherificio, zona idonea per la realizzazione di una struttura polivalente moderna, legata al centro urbano e a contatto di tutti i residenti di Lamezia, perché polivalente? In quanto nella stessa struttura si possono realizzare non solo gli spazi coperti necessari per la rotazione di almeno sei eventi fieristici annuali, ma anche un moderno auditorium per spettacoli ed eventi musicali di grande spessore, centro congressuale e hotel della fiera. Chi è esperto del settore sa il grande ritorno che ne avrebbe la città intera anche perché andremmo a parlare di turismo congressuale e delle fiere, solo di queste cose vi sono città del nord Italia che ne traggono cospicui introiti rendendo florido tutto il loro mercantile.
Nei nostri oltre 15 anni di esperienza turistica maturata con la partecipazione diretta alle borse turistiche di mezza Europa, la richiesta più frequente che ci veniva dai visitatori ai nostri stand, era quella se nella nostra zona esistevano stabilimenti termali provvisti di alberghi e centri benessere, altra richiesta era per i posti barca per il turismo nautico.
Signori della politica, non vi sembra che sia giunto il momento di dare ai nostri interlocutori turistici le giuste risposte mettendo mano in modo serio a queste strutture che oggi si possono ancora realizzare, sia con i finanziamenti europei o anche con la partecipazione dei privati, non disdegnando gli aiuti degli enti intermedi?
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