
Lamezia Terme, 27 ottobre – “La manovra di ferragosto ha anticipato al 2012 il concetto di virtuosità per gli enti locali prevedendo quattro differenti classi. I comuni che saranno riconosciuti virtuosi potranno beneficiare delle nuove regole e saranno pertanto esclusi dalla stretta dei tagli e dai vincoli di stabilità. In sostanza chi entrerà nella prima classe si vedrà pagati gli “sconti” da coloro che risulteranno bocciati”. Inizia così la relazione di Legautonomie Calabria in virtù della manovra finanziaria che prevede tagli a quei comuni con i conti non in regola. Secondo Legautonomie è ancora presto per sapere quali saranno i comuni calabresi più virtuosi e che non subiranno quei tagli previsti dalla manovra anche perché, precisano “molti indicatori ancora non sono stati individuati e altri potranno essere completamente stravolti, esempio, dalla computazione delle spese del personale delle società. Inoltre non è stato ancora specificata la metodologia di calcolo che dovrà sommare tutti i singoli indicatori che dovrebbero essere nove”.
I parametri per i comuni virtuosi
“Ad oggi – fanno sapere da Legautonomie regionale - i parametri noti sono cinque: autonomia finanziaria; l’incidenza delle spese del personale; equilibrio di parte corrente; capacità di riscossione delle entrate correnti, tasso di copertura dei servizi a domanda individuale”. Da qui l’analisi stilata seguendo i certificati consuntivi 2009 dei “comuni calabresi superiori a 5mila abitanti (82 comuni).”
Alcuni esempi
“Prendiamo ad esempio in considerazione – dicono - il costo del personale. Come dimenticare che i Comuni sono stati incentivati ad assumere gli LSU e a procedere alle stabilizzazioni di numerosi lavoratori? Prendiamo l’autonomia finanziaria. Come dimenticare che fino a poco tempo fa è stata negata la facoltà di ritoccare le aliquote Irpef comunali?
I comuni calabresi nella top ten
Legautonomie riflette poi sulla tabella (vedere qui sotto, n.d.r.) generata tenendo presente i dati indicati e secondo cui “alcuni Comuni che risultano nei primi dieci per autonomia finanziaria, spese personale e velocità di riscossione, risultano molto meno performanti per gli equilibri di parte corrente (vedere Rende, Amantea, Corigliano, Cutro, Cosenza, Rossano, Soverato). Questo avviene per ciascuno degli indicatori considerati così com’è evidente che sono i Comuni turistici che restano agevolati nell’indicatore dell’autonomia finanziaria potendo disporre di molte seconde case cui applicare l’ICI.”

Diamante comune migliore, Lamezia non pervenuto
“Il Comune di Diamante – dichiarono alla fine della loro analisi - è senz’altro quello che fa registrare le migliori condizioni in tutti gli indicatori, considerato che nella velocità di riscossione è appena fuori la classifica dei primi dieci (all’undicesimo posto).
Dubbi sui parametri imposti dal Governo
Nelle conclusioni Legautonomie spiega poi come “l’indicatore di virtuosità, allo stato, rimane un metodo aleatorio che non considera le differenze del territorio, non sapendo, allo stato, se la classifica va calcolata sulla media dei singoli indicatori ovvero per la posizione in classifica. Vi è inoltre da considerare la diversa e non comparabile dimensione demografica dei Comuni risultando inverosimile che un Comune appena superiore ai 5mila abitanti debba “gareggiare” con Comuni di ben altre dimensioni”.
Conclusioni: federalismo danno enorme per enti locali
A dispetto del nome (federalismo, appunto) per l’associazione autonomie locali il federalismo fiscale risulta essere “finora un danno enorme per gli enti locali” intriso com’è di “una serie di norme cervellotiche, complicate e spesso inapplicabili che hanno aggravato la situazione dei Comuni. Ciò che occorre sono parametri semplici e oggettivi ma soprattutto una reale condivisione nelle scelte con le associazioni di rappresentanza degli enti locali”.
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