
“Siamo fortemente preoccupati per la le conseguenze che potrebbero derivare dal rinvenimento di rifiuti interrati abusivamente in alcuni lotti dell'area PIP di Maida.
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Le aree sequestrate presentano da come si evince dal verbale di sopralluogo ed accertamento del 2 luglio 2010 da parte del Corpo Forestale dello Stato congiuntamente agli Organismi tecnici ambientali (ARPACAL) presenza di notevoli quantità di rifiuti che potrebbero prefigurare una situazione ben più grave di quella che oggi appare.
Sono stati rinvenuti in base a degli scavi eseguiti a diverse profondità presenza di rifiuti di vario genere, da rifiuti di tipo urbano a rifiuti classificati dalla normativa ambientale come speciali pericolosi (amianto) oltre a rifiuti che sono classificati come speciali non pericolosi (ingombranti) ma che interrati o meglio, smaltiti nella maniera non corretta, possono rilasciare sostanze come ferro e metalli pesanti che producono inquinamento del suolo, sottosuolo e falda.
La procedura di fronte ad un sito in cui si individua una fonte di inquinamento è quella della bonifica, che prevede una serie di azioni che debbono in prima istanza verificare attraverso un piano di indagini analitiche l'estensione dell'inquinamento, le matrici coinvolte (suolo e sottosuolo) e l'eventuale interessamento dell'inquinamento sulla falde acquifere superficiali e sotterranee.
L'area pertanto fino ad avvenuta bonifica non può essere utilizzata e deve essere apposto l'obbligo dell'onere reale sugli atti urbanistici.
Tale contesto ci chiarisce quali danni e gravi ripercussioni possano presentarsi agli imprenditori nella realizzazione delle opere per le quali hanno acquistato i terreni, sia quali danni possa produrre al Comune che tali terreni ha venduto.
Pur non essendoci responsabilità dirette del Comune, tuttavia ci aspettiamo due cose importanti:
1.Stare da subito dalla parte degli imprenditori che hanno acquistato i terreni per intraprendere attività artigianali/industriali
2. la necessità da parte dell'Amministrazione Comunale di costituirsi Parte Civile per il risarcimento del danno da parte di chi ha violato la legge e ha commesso il reato.
Questo è fatto obbligo non solo per il perseguimento di chi ha commesso l'abuso ed è obbligato a provvedere alla bonifica oltre che al risarcimento danni, ma perché il Comune, ha altresì l'obbligo di procedere in sostituzione del soggetto inquinante e poi rivalersi su di esso per le spese sostenute. Il reato di inquinamento dei suoli è reato penale.
Non è la prima volta che nella stessa area si riscontrano attività non lecite, ricordiamo che tre anni fa Unione Democratica denunciò alla stazione di CC di Maida e alla Procura della Repubblica il taglio e il furto di decine e decine di alberi di alto fusto sul sito ora sequestrato. È stata mai conclusa l’indagine? Che fine hanno fatto quelle indagini?
Eppure non era come cercare un ago nel pagliaio, nel senso che pochi erano i presunti affittuari che gestivano le attività in quei terreni.
Ecco vorremmo che non finisse come sempre in un nulla di fatto e che insieme ai rifiuti interrati si interrino anche le indagini.
Una risorsa per il futuro di Maida se non correttamente gestita potrebbe diventare un boomerang e la rovina economica del nostro paese”.
Tino Paone ex sindaco e coord. di Unione Democratica