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Lamezia Terme, 24 ottobre - "Sarà una sentenza importante dal punto di vista giudiziario, storico, sociologico, antropologico. Sarà una sentenza che apparterrà alla storia non solo della Calabria ma dell' intero Paese". Così il procuratore aggiunto della Dda di Reggio Calabria, Nicola Gratteri, nella sua requisitoria al processo "Crimine", al termine della quale ha chiesto la condanna di 118 imputati. Per Gratteri si tratterebbe di una sentenza storica in quanto “in questo procedimento non ci sono alchimie, non ci sono magheggi o voli pindarici. Questo procedimento è stato riempito di contenuti, soprattutto, dalla voce degli attori protagonisti, e cioè degli odierni imputati". Chiaro il riferimento del pm reggino alle numerose intercettazioni agli atti, ma soprattutto "questa volta abbiamo anche i video nei quali s'immortala il neo-eletto del 19 agosto, capo crimine, ricevere gli auguri, dargli la legittimazione della nuova e superiore carica, proprio davanti la madonna di polsi. Questa volta, c'è proprio di tutto e di più per consacrare, in una sentenza, quello che ripetiamo da decenni", cioè l'esistenza "della provincia intesa come struttura sovraordinata a regolamentare la politica criminale, l'osservare e far osservare le regole ai rappresentanti e ai partecipi dei locali".

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