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Lamezia Terme, 4 luglio - Il malore dell’operaio presso il depuratore di Nocera Terinese mette drammaticamente a nudo una politica basata sulla incertezza di un servizio importante come la depurazione delle acque, che notoriamente si vorrebbe “risolvere” nel mese di agosto, quando poi la stagione turistica è alle nostre spalle. Non si possono certo mettere a repentaglio le vite delle persone sia per l’incolumità fisica che per gli aspetti di prospettiva e familiare. Prima di tutto il circolo Pd di Nocera Terinese esprime la propria vicinanza all’operaio ricoverato a causa di un malore e la solidarietà agli altri lavoratori che per difendere il posto di lavoro stanno occupando l’impianto di Nocera Terinese, che serve alcuni comuni della fascia tirrenica tra Falerna e Amantea.

Ma non può esimersi dall’esprimere la ferma condanna di una politica improvvisata e superficiale, unica responsabile del disastro che appare sotto i nostri occhi ogni estate, e che periodicamente fa scattare una emergenza forzata, quando un servizio corretto richiederebbe una programmazione ed un monitoraggio continuo che nel periodo estivo dovrebbero dare i risultati di gestione cosi come ben dice  la Cgil  nella persona di Bruno Talarico.  Ci domandiamo, allora, a cosa potrà servire una riunione dettata dall’emergenza il 4 luglio, quando ormai è troppo tardi, perché l’impianto dovrebbe funzionare in modo sistematico, altrimenti è come se non fosse entrato mai in funzione. Sapendo ciò, ovvero come funziona il depuratore, bene hanno fatto gli operai ed i tecnici che hanno continuato a presidiare l’impianto di Nocera Terinese, nonostante siano stati denigrati da chi invece dovrebbe fare scelte politiche oculate.

Da tempo il circolo Pd di Nocera Terinese ha sollecitato l’avvio della procedura di una gara che potesse garantire tutti: la cittadinanza, i turisti, gli amministratori, le aziende di gestione dell’impianto e, “dulcis in fundo”, i tecnici. Chi pensa di risolvere le questioni politiche vivendo alla giornata, ricordi che tutti i nodi vengono al pettine, perché nel tessere il telaio prima o poi incontrerà i nodi fatti in precedenza e i fili dovranno essere districati. L’antico proverbio ci dice che non si possono nascondere gli errori commessi, perché prima o poi vengono al pettine! Dunque si faccia un politica non provvisoria e non dettata dall’emergenza: vogliamo subito la gara.

Il presidente del circolo Pd

Ingegnere Antonio Albi

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