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progressoLamezia Terme, 13 marzo - “Al posto dei ruderi della vecchia fabbrica di manufatti edilizi in via del Progresso, dismessa da oltre trenta anni, sorgerà un insediamento commerciale ad iniziativa della società lametina Europa 2000, titolare del marchio Standa per la Calabria e presente in città con vari punti vendita”. A dare l’annuncio è l’assessore alle attività produttive Antonio Palmieri. “Martedì 9 marzo, presso la Regione Calabria, si è tenuta la conferenza dei servizi indetta dallo Sportello Unico per le attività Produttive del Comune di Lamezia Terme per l’ottenimento dell’autorizzazione commerciale necessaria all’apertura dell’attività. In questa sede l’iniziativa ha ottenuto il parere positivo all’unanimità, che rappresenta in sostanza il via definitivo alla realizzazione del progetto, atteso che il Comune ha già verificato la piena rispondenza dell’intervento alla pianificazione urbanistica ed alla pianificazione commerciale a livello comunale. La realizzazione  dell’iniziativa privata riveste un duplice interesse: da una parte è garanzia di una riqualificazione urbanistica di una zona importante per l’economia della città qual è via del Progresso, dall’altra consente a Lamezia di recuperare terreno nel sistema dell’offerta e dell’attrazione commerciale nell’area centrale della Calabria. L’Assessore allo Sviluppo Economico Antonio Palmieri esprime viva soddisfazione per l’esito della pratica attivata dal Comune, evidenziandone il corretto e laborioso iter seguito. Tutti i soggetti coinvolti nella conferenza, senza riserve, hanno espresso parere favorevole in forma unanime. Alla  conferenza hanno partecipato, oltre al Comune di Lamezia Terme, i rappresentanti della Regione Calabria, dell’Amministrazione Provinciale di Catanzaro, dei Comuni del circondario, delle categorie degli  imprenditori, dei sindacati e dei consumatori. L’Amministrazione Comunale, sostenendo le ragioni e le legittime aspettative degli imprenditori che investono su questo territorio, conferma con i fatti di stare dalla parte dell’impresa, tanto da poter affermare di non avere respinto, in questi anni di amministrazione, nessuna richiesta di insediamento produttivo a patto che potesse essere legittimamente accolta. Anzi, nel caso dell’autorizzazione di martedì scorso, si sottolinea, senza commettere grave errore, che si tratta di un’autorizzazione commerciale a dir poco innovativa nel panorama regionale e nazionale, ma non per questo fondata su deroghe o scappatoie inserite ad arte a livello locale o regionale. Si tratta invece di un’applicazione che discende da una direttiva europea (la direttiva servizi n. 123/2006/CEE) che obbliga all’adeguamento dei procedimenti amministrativi, e quindi della legislazione nazionale, regionale e comunale ai principi dalla stessa dettati, prevedendo sanzioni in caso di mancato recepimento. In sostanza, la direttiva europea, già in vigore dalla fine del 2009, fa decadere le limitazioni imposte a livello regionale, in termini di numero di autorizzazioni, rinviando la regolazione del mercato ad un principio di libera concorrenza, a favore dei consumatori. Ed in effetti, il Comune di Lamezia Terme, attraverso la delibera n. 418 del 30 settembre 2009 sulla liberalizzazione controllata dei pubblici esercizi, è stato uno dei primi enti a recepire il principio della direttiva europea, in Italia introdotto dalla Legge 248/2006 (legge Bersani) che prevede l’eliminazione di contingenti numerici, distanze ed altri elementi ritenuti di ostacolo alla libera concorrenza fra le imprese. Quella di martedì 9 marzo è, quindi, una vittoria dell’imprenditoria privata che crede ed investe nel proprio territorio, ma anche della legittimità del procedimento, in un settore che dai più viene guardato con sospetto, considerato che la programmazione regionale sul commercio, con i suoi contingenti numerici mai rispettati, consente un suo stesso aggiramento, a forza di deroghe non condivisibili, che fanno spostare il problema nelle aule di tribunale e che finisce inevitabilmente sulle pagine dei giornali con messaggi che lasciano la gente nello sconcerto. Anche per questo, quella di martedì 9 marzo 2010 può considerarsi una data significativa, un esempio di buona collaborazione tra amministrazione pubblica ed impresa privata. Il progetto presentato da Europa 2000 prevede la realizzazione di un Centro Commerciale di dimensioni contenute (circa 8000 mq di superficie di vendita), mediante un edificio ad un piano fuori terra che ospiterà una grande struttura alimentare, due medie strutture di vendita, una galleria di esercizi di vicinato, due ristoranti, un bar, oltre ai necessari spazi tecnici ed ai parcheggi, ricavati nel piano seminterrato e nell’area esterna circostante l’edificio. A detta del titolare di Europa 2000, l’insediamento si connoterà innanzitutto con un alto livello qualitativo e per selezione delle aziende commerciali partner e, cosa importante, avrà un’interessante ricaduta occupazionale, stimata in circa 300 lavoratori full time a regime”.