Sanità, i sindacati medici frenano su azienda unica: "No a legge papocchio"

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Lamezia Terme - Le organizzazioni sindacali della dirigenza medica, veterinaria e sanitaria dell’Asp di Catanzaro, rappresentative dei professionisti operanti nell’ospedale “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme, prendono posizione sul grande tema della sanità, alla luce della formazione dell'Azienda unica ospedaliera che ingloberebbe anche il presidio lametino. I sindacati dei medici, Fp Cgil medici area vasta, Anaao Calabria, Aaroi Emac e Fials medici, affermano di non essere favorevoli all'attuale norma, approvata dalla commissione regionale Sanità: "il testo - spiegano - allo stato si presenta, a dir poco generico e lacunoso, ma soprattutto, nella sua indefinitezza complessiva, non lascia comprendere la reale efficacia e fattibilità della stessa. Quel che è certo ed auspichiamo è che si proceda ad un confronto con gli operatori medici, fin qui sistematicamente ignorati dai componenti della competente commissione consiliare (nonostante la presenza di 4 medici al suo interno), in un’ottica di costruttivo e propositivo confronto, teso all’approvazione di un testo di legge giuridicamente inattaccabile e, soprattutto, funzionale alle esigenze dei pazienti".

"Tale passaggio non vuole in alcun modo avere intenzione dilatoria, come potrebbe maldestramente insinuare chi preme per l’approvazione rapida di una legge-papocchio - aggiungono - per poi giovarsi della confusione dalla stessa generata, magari per favorire, scientemente o meno, quanti lucrano sull’inefficienza della sanità pubblica. Si spera anche che questa sfida venga affrontata da tutti con la lucidità dovuta, fattispecie che ultimamente sembra esser tesoro raro nella dirigenza della regione Calabria viste anche le ultime acrobazie gestionali con il parto dell’interim sulla direzione generale dell’Asp di Cosenza, parto che pone problemi non solo formali ma anche sostanziali specie se le ipotesi riorganizzative previste dalla legge sopra citata rimanessero tali".

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