
Lamezia Terme, 2 dicembre - Diciotto sindaci, con tanto di fascia tricolore, stanno presidiando da stamane, assieme ad alcuni cittadini, l'ingresso principale di Palazzo Campanella, sede del consiglio regionale a Reggio Calabria. Rappresentano le 24 comunità che gravitato attorno all'ospedale di Soveria Mannelli. "Ci avevano assicurato - afferma il sindaco di Soveria Giuseppe Pascuzzi - che saremmo stati ricevuti. Invece ieri abbiamo ricevuto la disdetta di qualsiasi incontro, sia con il presidente del Consiglio Francesco Talarico, che con il presidente della Regione e commissario straordinario per la sanità Giuseppe Scopelliti. Siamo a Reggio per difendere un ospedale che non può essere ridotto a distrettuale, che come è stato detto al "tavolo Massicci", non significa assolutamente nulla". A Reggio sono giunti i sindaci di Bianchi, Carlopoli, Cicala, Colosimi, Conflenti, Decollatura, Falerna, Gimigliano, Gizzeria, Martirano, Martirano Lombardo, Miglierina, Motta S. Lucia, Nocera Terinese, Panettieri, Pedivigliano, Platania, Taverna, Tiriolo, San Pietro Apostolo, Serrastretta, Scigliano, Soveria Mannelli, Sorbo San Basile, in rappresentanza delle popolazioni residenti nei territori montani e pre-montani, con il supporto dei comitati spontanei di cittadini, costituitisi nei Comuni di Acri, San Giovanni in Fiore, Sorbo San Basile e Soveria Mannelli. Chiedono la qualificazione degli ospedali di montagna secondo il modello di struttura ospedaliera di tipo generale. "L'ospedale di Soveria Mannelli - sottolinea il sindaco Pascuzzi - deve tornare ad essere ospedale generale. Oggi persino il Pronto soccorso è inadeguato, perché dopo le ore 14 non ci sono più medici rianimatori, e c'é il rischio reale che una qualsiasi emergenza non possa essere affrontata, mentre il più vicino ospedale è a 40 km di distanza". Hanno intenzione di protestare e applaudiranno durante i lavori del Consiglio regionale sulla sanità avviato la scorsa seduta e sospeso a causa dell'abbandono dell'aula da parte dei consiglieri regionali di minoranza.
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