Scardamaglia: “Lamezia riparte dallo sport ma è frenata dalla politica e dalla burocrazia”

Scardamaglia_vigorOK.jpgLamezia Terme – “Eravamo rimasti all’incubo dello scioglimento del Comune per mafia, all’umiliazione del commissariamento, allo sfacelo del palazzetto chiuso e degli impianti sportivi inagibili, le partite più importanti da giocare a Pianopoli, a Pentone o nello Sparti desolatamente chiuso al pubblico. Eravamo sgomenti per i semafori del centro spenti ormai fino a data da destinarsi, le aiuole delle rotatorie infestate dall’erba alta due metri, i marciapiedi con le mattonelle divelte dalle radici degli alberi. Ci siamo ritrovati il 3 giugno a Taranto in duecento o in duemila davanti al pc collegati in diretta con Cittasport.it, per seguire il Lamezia Basket di Serrao, Pisani e Bertucci e abbiamo partecipato alla più grande soddisfazione che la pallacanestro nostrana abbia mai conquistato: la serie B!”. A scrivere è Gianni Scardamaglia, prfoessore, scrittore, e da sempre impegnato nel mondo dello sport lametino, che commenta la situazione a Lamezia. “Se pensiamo che a Taranto, come già l’anno scorso a Fabriano, c’erano quegli stessi tifosi lametini che non hanno mai abbandonato la squadra, possiamo capire quale grande fame di sport aveva la nostra città. In particolare quest’anno, per le note vicissitudini politico/amministrative/strutturali. Il sabato sera o la domenica pomeriggio, gli sportivi di Lamezia non trovavano più uno straccio di squadra da poter seguire dagli spalti ed erano disperati. La Vigor retrocessa, mortificata, praticamente sparita, aveva gettato nello sconforto i tifosi storici e anche quelli più giovani.

“Per fortuna, per gli appassionati veri, per quelli di ripiego e per quelli che la domenica pomeriggio non riescono a stare senza, c’erano gli altri sport: quelli nei quali la tradizione lametina è forte, tanto forte da avvicinarsi anche alla città metropolitana. E, guarda caso, quelli dove, negli ultimi anni, si sono unite le forze delle varie società esistenti che, finalmente, hanno fatto “squadra”: il Basket e la Pallavolo. Lamezia Basket, in primis, dopo aver masticato amaro a Fabriano giusto un anno fa (la B sfumata per un solo punto), ha subito gettato le basi per vincere. Gli acquisti di Faranna, Rappoccio, Marisi, Cuccarese e gli altri e le conferme di Monier, Lazzarotti, Rubino, Gaetano e Fragiacomo (gli ultimi 4 purosangue cresciuti nel prolifico vivaio lametino), avevano subito fatto pensare che il trio Pisani-Serrao-Bertucci aveva voglia di riscatto e di vittoria immediata. Un roster completo in ogni ruolo ed un’anima da combattimento di tal fatta, non potevano tradire. Rende e Vis Reggio non sono state certo a guardare e, con i loro organici altrettanto competitivi, hanno cercato in tutti i modi di sbarrare la strada a Monier e soci. Qualche lieve sbavatura nel rendimento e un calo di forma generale, ad un certo punto, ha consigliato alla direzione tecnica il cambio della panchina con il richiamo di coach Ragona che già in passato aveva trionfato in biancorosso. Le performance di Gaetano, Faranna, Monier, Rubino e compagni si sono confermate quasi sempre al limite della perfezione, sino ad aver ragione delle due splendide avversarie regionali. Nella fase finale contro i fortissimi reggini, in particolare, un trittico di vittorie di seguito al limite delle possibilità tecniche, agonistiche e dell’anima. La leadership regionale conquistata con merito e grande personalità. A Taranto a furor di popolo! Prima sono i marchigiani del Montegranaro (vendicata Fabriano) a cadere sotto i colpi dei soliti noti. Poi, il 3 di giugno, Faranna e compagni mettono sotto il San Nicola dei Cedri per 57 a 56, conquistando il paradiso della Serie B mai vista prima. Finalmente, almeno nel basket, siamo a livello di Viola Reggio e Catanzaro. E non è poco!”.

“Solo una domenica di pazienza – continua Scardamaglia - e, subito la seconda (terza includendo il futsal), meravigliosa vittoria regalataci dalla Conad Top Volley Lamezia: la squadra giallo/rosso/blù il 10 giugno, a Pianopoli (sic!), conquista la Serie A2. La tradizione pallavolistica lametina, che risale alle radici degli anni sessanta della Volo Virtus, alla Fiat Tripodi, Audia Scall, Vigor Mena, è riconosciuta in tutta la regione e anche oltre. Di sicuro, la città e il movimento pallavolistico nella sua interezza (non sono poche le società che operano alla grande) meritano di tornare nell’Olimpo della serie A, che già era stata raggiunta ai tempi di Antonino Tripodi e dei suoi competenti collaboratori. In partenza, tutto era stato predisposto alla bisogna dai due lungimiranti e appassionati imprenditori lametini Tommaso Perri e Salvatore Rettura. La richiesta consulenza in sede di mercato al competente Candido Grande; gli acquisti di elementi dello spessore di Gerosa, Spescha, Alborghetti, Turano, Garofalo, Bruno e compagni; il richiamo a ricoprire il ruolo di presidente onorario a colui che abbiamo già citato e che fu il primo braccio per raggiungere la Serie A in passato; infine, la ciliegina sulla torta con l’ingaggio del coach Vincenzo Nacci. Tutto, proprio tutto, era stato predisposto. E il risultato programmato è arrivato. Col sudore, con spirito di sacrificio dimostrato domenica per domenica e anche nella fase finale, ma è arrivato”.

“Come era arrivato, - prosegue - già qualche mese prima, quello della Royal Lamezia, la squadra di futsal che ha a sua volta raggiunto la Serie A Elite. Le ragazze dei copresidenti Nicola Mazzocca e Claudia Vetromilo, al termine di una stagione favolosa che le hanno viste prevalere in 18 partite su 22 (due soli pareggi e due sconfitte), hanno conquistato la massima serie, grazie allo spirito di sacrificio e all’unione di intenti mostrati in ogni gara. L’ultima partita contro il Napoli, quella decisiva giocata a Pentone (sì, non avete capito male, a Pentone, perché Lamezia, 71.000 abitanti, è la prima città nella storia che per conquistare A che non può utilizzare il proprio palazzetto ed è costretta a giocare in quello di una piccola cittadina di 3.509 anime, per fortuna ospitali).

“Proprio a Pentone, -  continua - battendo il forte Napoli per 3 a 2 con reti di Primavera, De Sarro e Linza, le ragazze in  biancoverde hanno dimostrato che la A2 stava loro stretta e meritano di accedere alla massima serie della categoria. Ceravolo, Fragola, Corrao, Losurdo, Primavera, Manitta, Sabatino, Ierardi, Sgrò, Guerra, De Sarro, Linza. Non abbiamo di certo azzardato graduatorie, ma dopo aver citato i meriti di mister Mauro Ragona, ci è piaciuto ricordare la formazione che ha battuto il Napoli a Pentone. Lì il palazzetto, per fortuna, ha l’agibilità. Un bravo al sindaco, all’assessore al ramo e al dirigente responsabile. A Lamezia, forse, dovremmo prendere esempio”.

“E, senza entrare troppo nello specifico per non rischiare di annoiare, per assurdo, a Lamezia i risultati sportivi non finiscono qui. Sempre nel basket, c’è da segnalare la promozione in serie C dell’Enjoy Lamezia del presidente Antonicelli e dei bravissimi Lazdans, Bonavita, Bosone, Antonicelli S. e compagni, che hanno compiuto una cavalcata eccezionale dalla prima all’ultima giornata nel loro torneo regionale. Per non parlare delle due società calcistiche che stanno tentando di portare in alto (sic!) i colori biancoverdi della derelitta Vigor Lamezia nel calcio. In Prima Categoria la società (Vigor Lamezia 1919) dei giovani dirigenti Alessandro e Marco Rettura, nonostante la partenza in grave ritardo, è riuscita a fare il balzo in Promozione in virtù degli sforzi di mister Viterbo e alle performance dei vari Tarzia, Niang, Zaffino, Davide Muraca e di tutti gli altri. In terza categoria, partendo umilmente da zero, lo zoccolo duro dei tifosi (Vigor 1919) incarnati nelle persone di Vincenzo Ammendola, Nuccio Sirianni, Antonio Froio e compagni, sono riusciti, giovandosi della competenza dei tecnici Notaris e Chirumbolo e delle reti del mai domo Gianluca Cugnetto, a conquistare il secondo posto che dà loro diritto ad accedere alla Seconda categoria. Il primo posto, udite udite, era già stato appannaggio della fortissima Fortitudo Lamezia dell’esperto Antonello Coclite e dei vari Serra e Cullice”.

“In ogni caso, - continua Scardamaglia - è innegabile che per Lamezia Terme si è trattato di una stagione irripetibile a livello di risultati ottenuti sul campo…pardon sui campi presi in prestito. I grandi risultati sono stati ottenuti grazie alle capacità imprenditoriali dei dirigenti lametini, alle competenze tecniche degli allenatori, alla grinta e alla determinazione con la quale gli atleti hanno affrontato le gare. Eppure, tutte le società hanno operato con risorse proprie e senza nulla chiedere alle istituzioni, tutte le squadre hanno attinto a piene mani dal vivaio lametino e dai maestri dello sport che in città non mancano, in nessuna specialità. I grandi risultati sono stati raggiunti grazie allo spirito di sacrificio, alla tradizione, alla competenza e alla voglia di ripartire che anima ancora il meglio del popolo lametino. Come viene dimostrato quotidianamente anche in altri settori quali la cultura, la musica, il teatro, il mondo delle associazioni e tanto altro”.

“Purtroppo, - sostiene Scardamaglia - questa voglia di rinascita non trova riscontro nelle politiche istituzionali e nemmeno, evidentemente, a livello amministrativo/burocratico. A fronte di questo attivismo nello sport, come è stato già registrato negli ultimi incontri bilaterali, esiste una sorta di immobilismo a livello istituzionale. In una città che vive un momento dove la disorganizzazione la fa da padrone (strade invase da cartacce, plastiche e rifiuti di ogni genere; semafori spenti in pieno centro, giardini pubblici abbandonati, marciapiedi impraticabili, ecc.), quasi tutti gli impianti sportivi (lo Sparti in primis) e i teatri sono ancora inagibili”.

“Le società sportive, che in questi giorni debbono procedere alle iscrizioni fornendo alle federazioni la disponibilità di un impianto agibile, sono in grave difficoltà e, in qualche caso, minacciano addirittura di ritirare le iscrizioni. – prosegue - Non è certo auspicabile che, a livello regionale e nazionale, si vada incontro a brutte figure ancora più devastanti di quelle che abbiamo vissuto prima con la scomparsa della squadra di calcio e, solo qualche mese fa, con il doloroso scioglimento del Consiglio Comunale. Chi di dovere, sappia che deve risolvere il problema prima possibile. In caso contrario, la cittadinanza tutta sarà obbligata a farsi sentire con forza nelle piazze e nei palazzi e non illudersi di poter affidare le speranze alle sporadiche iniziative mediatiche che vengono diffuse col solo scopo di ri – mettere in mostra personaggi che, con lo sport, hanno poco a che fare. Lamezia Terme, gentili concittadini e gentili amministratori/burocrati, ha il diritto/dovere di dimostrare all’Italia intera e al resto della regione che merita di diventare una città di Serie A! Per adesso nello sport e, - conclude - in un futuro più o meno prossimo, anche in tutto il resto. Almeno lo speriamo!”. 

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