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Lamezia Terme, 25 novembre – Il capo dipartimento della Protezione Civile Franco Gabrielli ha fatto tappa a Lamezia Terme, dove Cittadinanzattiva e lo stesso Dipartimento hanno presentato la III Indagine su "Conoscenza e percezione del rischio sismico" in occasione della IX Giornata nazionale della sicurezza scolastica. "In tempi di ristrettezze economiche - ha detto Gabrielli nel suo intervento - l'unica risposta seria è quella di protezione civile che passa dai piani che devono essere fatti come si deve, calati nella realtà e non devono rimanere nei cassetti. Altri elementi sono l'informazione e la formazione dei cittadini. Auto-protezione non significa arrangiarsi ma conoscere i rischi del territorio e sapere come rispondere. E' un cammino lungo e difficile che possiamo compiere se tutti lo vogliamo".

Lo studio sulla percezione del rischio sismico da parte della popolazione, da parte di Cittadinanza Attiva, ha fatto emergere dati interessanti. La paura è il sentimento più provato dal 63% degli studenti delle scuole primarie (rispetto al 40% nazionale) e dal 50% di quelle delle secondarie (31% nazionale). Meno spaventati e confusi sono, invece, i genitori calabresi (43% rispetto al 54%) che, però, nel 60% dei casi (contro il 30% della media nazionale) abbandonano velocemente l'edificio durante la scossa. Scolari e studenti calabresi risultano invece più preparati dei loro coetanei su come comportarsi in caso di terremoto. Dall'indagine, infatti, il 95% dei calabresi (rispetto al 90% della media nazionale) dice di aver partecipato alle simulazioni nella propria scuola, mentre il 40% dei genitori (rispetto al 31% nazionale) è stato coinvolto in iniziative di formazione e informazione sul tema della sicurezza. E' anche per questo che i giovani calabresi sanno quali sono i comportamenti più corretti da assumere: il 90% si ripara sotto il banco o nel vano di una porta. Percentuale alta anche per quanto riguarda i genitori il cui 85% adotta l'analogo comportamento. Questo anche se il 35% di loro si precipiterebbe in auto dai figli a scuola. Il 61% dei genitori calabresi (rispetto al 53% della media nazionale) sa che non è possibile prevedere un terremoto ma solo determinare la pericolosità di una zona. Un argomento, questo, rispetto al quale gli studenti risultano un po' meno informati rispondendo correttamente alla stessa domanda nel 34% dei casi alle scuole primarie (40% nazionale) e nel 22% (39%) alle secondarie. I ragazzi calabresi sono anche più spaventati dei loro coetanei del resto di Italia dal crollo della casa come principale pericolo legato alla scossa. Lo dice il 65% degli studenti delle superiori, mentre i loro genitori appaiono meno preoccupati (45%). I ragazzi calabresi sono anche più scettici sulla sicurezza delle strutture delle scuole: il 76% di quelli della primaria e l'82% di quelli più grandi dice che non è sicuro o che non lo sa. una tendenza che si registra anche tra i genitori. Elevata, invece, la disinformazione sul Piano comunale di emergenza la cui esistenza in Calabria è ignorata dall'84% dei genitori, dal 91% degli studenti più grandi e dall'81% della primaria. Sanno chi la competenza di redigere il Piano di emergenza è del Comune, il 40% dei genitori calabresi. Diffusa in Calabria più che altrove, poi, la falsa opinione che il primo responsabile della protezione civile sia il capo del Dipartimento nazionale e non il sindaco: a fronte del 73% dei genitori italiani, infatti, lo crede l'85% di quelli calabresi, il 68% degli studenti (contro il 62% nazionale) e il 52% degli scolari (a differenza del dato nazionale che si attesta al 57%). L'indagine ha riguardato anche la casa in cui si vive. Rispetto alla sua sicurezza il 58% dei genitori (rispetto al 45% del dato nazionale) e il 59% degli studenti (a fronte del 52% nazionale) affermano che la propria casa può reggere ad una scossa sismica di una certa importanza. In Calabria, però, solo l'8% dei genitori rispetto al 16% della media nazionale, pensa che non si possa fare nulla per rendere più sicuro l'interno delle abitazioni rispetto al rischio sismico. A fronte di un dato nazionale del 77%, infine, l'81% dei genitori, il 75% degli scolari (contro il 73% nazionale) e l'84% degli studenti (a differenza del 75% nazionale) dicono di non sapere in quale zona sismica sia classificato il proprio Comune.

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