Lamezia Terme, 9 aprile - Ennesimo capitolo di una delle tante vertenze dei lavoratori calabresi. In particolare, dei lavoratori dell’area lametina. Stiamo parlando del destino dei lavoratori ex Treofan Lamezia Speciality Film che sono stati convocati nei locali della Cisl di Lamezia per discutere sulla situazione attuale e sulle possibili operazioni da compiere nell’immediato futuro. Una realtà che è stata annunciata ai lavoratori convenuti come drammaticamente segnata dall’impossibilità, allo stato attuale, di una soluzione che preveda il riassorbimento della forza lavoro. A tale annuncio i lavoratori non ci stanno ed inveiscono contro un certo immobilismo. Accuse respinte al mittente dai rappresentanti della Cisl, in particolare dal segretario provinciale Domenico Cubello e dal segretario generale Femca Cisl Giuseppe Conocchiella il quale ha addossato le colpe alla politica “la grande assente di questa vicenda, senza distinzioni tra destra e sinistra. Ora - ha poi precisato - dobbiamo aspettare che venga eletto il sindaco di Lamezia e si formi la nuova Giunta regionale per dialogare circa una vostra collocazione in qualche ente”. Ma i lavoratori borbottano, si fanno sentire e chiedono “E Rocco Aversa? Ha acquistato un capannone a soli 800.000 euro. A quel prezzo potevamo acquistarcelo noi lavoratori con i soldi della liquidazione e avremmo fatto ripartire anche la produzione visto che al prezzo del solo capannone, se non si troverà altro acquirente, si aggiungeranno anche i macchinari!”. Già, la cosa interessante di questa compravendita è quel che c’è scritto nero su bianco sul contratto di vendita, ossia che allo scadere di 12 mesi più uno l’acquirente, che il 21 gennaio scorso ha formalizzato l’acquisto, potrà ritenere come propri anche i macchinari che nel frattempo i liquidatori non abbiano provveduto a vendere. Un vero affare per chi ha acquistato, ovvero quel Rocco Aversa cognato del neo eletto consigliere comunale Pdl e socio d’azienda Francesco Antonio Chirillo, un po’ meno, appare evidente, per l’azienda tedesca Treofan. Su questo punto interviene Maurizio Mannis, Rsu, che assieme a Cubello e Conocchiella ha già incontrato l’acquirente nella sede di Confindustria Catanzaro ed ha sottolineato come lo stesso non sia “ interessato ad avviare la produzione perché non è il suo ramo e non vuole rischiare in un settore che non conosce”. Per Cubello invece “è importante che dicano qualcosa anche i due enti, Lamezia Europa ed Asi, che gestiscono un’area industriale che ormai ha ben poco con questo nome visto che si tratta di un’area di semplice carico e scarico merci. Anche di questo dovrebbe occuparsi la politica, assente, per sopprimere uno dei due enti che non vigilano su certe situazioni che gravitano nell’ex Sir di loro competenza”. Molti i padri di famiglia, una trentina, monoreddito, che ancora per pochi mesi dovranno far quadrare i conti con poco più di 500 euro e poi si vedrà. Sono loro i più stanchi, provati ed arrabbiati. Non vogliono aspettare ancora elezioni a sindaco, nuovi assessori a lavoro o addirittura agevolazioni regionali a chi, di fatto, li ha gettati in mezzo ad una strada. Vogliono vederci chiaro in una vicenda che, secondo alcuni degli intervenuti, ha visto respingere “sia la nostra richiesta di acquisto che quella di chi era, ed è ancora, in affitto all’interno di quel capannone, ovvero la Lameskin”. Per quest’ultima, quindi, nessun diritto di prelazione tanto che la stessa, in una lettera mostrata durante l’incontro, si è riserva la possibilità di adire alle vie legali con tanto di firma dei suoi avvocati romani (tale società è infatti di Latina, n.d.r.) e referenti lametini. Tempi duri, almeno sul fronte giudiziario, visto che la Lameskin vuole vederci chiaro essendo stata estromessa dalla trattativa di compravendita senza, a suo dire, un valido motivo. Anche i lavoratori vorrebbero parlare con un magistrato “Siamo rovinati! Chi dà un lavoro a chi ha più di 40 anni?” ma il sindacato sconsiglia una battaglia legale, in quanto “le cause civili durano una vita e non ne vedreste di bene nel breve periodo. Gli unici che possono fare qualcosa in tal senso - ha detto Conocchiella - sono quelli come la Lameskin che sono stati estromessi dalla trattativa senza motivo”. Ma i lavoratori non sembrano arrendersi. C’è chi, sapendo il curriculum del procuratore Salvatore Vitello, che ha indagato Ricucci & Co. per la scalata Rcs, vorrebbe andare ad informarlo su una vicenda che per i lavoratori interessati ha il sapore della speculazione immobiliare, oltre ad essere moralmente discutibile per le diverse famiglie che si ritroveranno a breve senza più un soldo in tasca. Una storia che ha per protagonisti diversi lavoratori lametini ma che è passata quasi sottosilenzio e nel disinteresse di chi, in questa campagna elettorale, paradossalmente, ha invaso la città dei soliti manifesti e slogan a favore dei nuovi posti di lavoro.
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