Lamezia Terme, 2 Marzo - “Beverage”, questo il nome dell’operazione condotta dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro, coordinati dal Generale B. Salvatore Tatta, dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Lamezia Salvatore Vitello e dal Comandante del Nucleo di Polizia Tributaria Col. Giovanni Domenico Castrignanò. Si tratta della scoperta di una truffa allo Stato e all’Unione Europea per un valore complessivo di 22 milioni di euro e le cui prime indagini risalgono al 2007. Le attività indagate risultano essere la Idro Mineral Beverage Srl, il cui stabilimento è andato distrutto da un incendio il 20 febbraio scorso, e la Mondial drinks Beverage entrambe con sede legale in Lamezia Terme. Secondo quanto si apprende dalla Guardia di finanza “le indagini hanno permesso di scoprire un sofisticato meccanismo di frode, ideato dai responsabili delle società beneficiarie dei contributi, imperniato sulla predisposizione di copiosa documentazione ideologicamente e materialmente non veritiera con riguardo alla fattibilità del progetto proposto, all’entità dei costi sostenuti per avviarlo, alle date di conclusione del programma di industrializzazione e di pagamento delle relative spese, nonché al luogo di svolgimento delle attività lavorative ed all’inerenza dei costi con il progetto in parola”. A questo c’è da aggiungere che le indagini hanno permesso di scoprire la produzione e la commercializzazione di acque minerali contenenti il batterio della ruggine, denominato: “Pseudomonas Aeruginosa”. A seguito di tale scoperta sono stati ritirati dal commercio nello scorso mese di ottobre 2009, su provvedimento emesso dal Sostituto Procuratore della repubblica presso il tribunale di Lamezia Terme Domenico Galletta, di circa 170 mila litri di acqua imbottigliata “già ceduti per la successiva rivendita al dettaglio”. Le indagini hanno permesso di segnalare all’autorità giudiziaria 12 persone fisiche e tre soggetti giuridici. Secondo quanto si apprende dalla Guardia di Finanza “la rilevanza degli elementi probatori raccolti dal Nucleo di Polizia Tributaria di Catanzaro ha consentito alla Procura della Repubblica di Lamezia Terme, diretta dal Procuratore Capo dott. Salvatore Vitello, di richiedere ed ottenere dal G.i.p. l’emissione dei seguenti provvedimenti, tutti eseguiti nella mattinata odierna: obbligo di dimora nei confronti delle quattro persone fisiche principali artefici delle frodi sopra descritte (Isabella Valenzi Gennaro, Isabella Valenzi Saverio, Surace Michele e Giordano Andrea Francesco, segnatamente amministratore unico e soci della Idro Mineral Beverage S.R.L.); sequestro preventivo dell’opificio industriale della “Idro Mineral Beverage S.R.L.”, sito in Lamezia Terme (Cz) e di altri beni mobili ed immobili per il suddetto valore stimato di 22 milioni di euro”. Un ulteriore provvedimento è stato, infine, emesso d’urgenza dal sostituto Procuratore della Repubblica Domenico Galletta il quale ha disposto un “sequestro preventivo della Polizza Assicurativa stipulata dai legali rappresentanti della società “Idro Mineral Beverage Srl” che avrebbe indennizzato la predetta società fino all’importo complessivo di circa 14 milioni di euro, per i danni subiti in occasione di eventi incendiari come quello accaduto il 20 febbraio scorso”.
AGGIORNAMENTO 26 GIUGNO 2013
Prescrizione e restituzione dei beni confiscati
L’operazione “Beverage” del 2010, che ha visto coinvolte le società “Idro Mineral Beverage” Srl, “Mondial Drinks Beverage” Srl e “Futura” Srl si risolve con la prescrizione dei reati ascritti agli imputati coinvolti nel procedimento e con la conseguente restituzione dei beni confiscati. Questo è quanto stabiliscono due sentenze, la prima di avvenuta prescrizione, da parte della sezione Gip-Gup di Reggio Calabria datata 30 novembre 2012 e la seconda, la sentenza emessa dal tribunale del Riesame di Reggio Calabria che, proprio in virtù del precedente giudizio, ha disposto il dissequestro dei beni alle tre società coinvolte nell’operazione del 2010.
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