Lamezia Terme, 6 aprile - “Ormai non se ne può più ed è giusto che il campo rom di Scordovillo venga smantellato con urgenza. Se quanto denunciato dai rappresentanti del sindacato infermieri Nursing Up è vero, e abbiamo motivo per crederci, allora bisogna andare a fondo e la sicurezza dei parcheggi dell’ospedale di Lamezia Terme deve diventare una vera e propria emergenza sociale. Siamo di fronte ad azioni di guerriglia quotidiana che bisogna combattere su più fronti, supportando le forze dell’ordine con decisioni politiche immediate che non possono in alcun modo lasciare ancora spazio ai tentennamenti di questi anni”.
Lo sostiene, in una nota, il segretario provinciale e portavoce regionale del Comparto sanità dell’Ugl, Vincenzo Ursini, che alla sicurezza dell’area del nosocomio lametino attribuisce grande importanza “essendo stato, - dice - in passato, testimone diretto di due atti vandalici”.
“Ormai le aggressioni - continua Ursini - sono all’ordine del giorno, così come i danneggiamenti delle auto parcheggiate. Ecco perché, a nostro avviso, la sicurezza dell’area ospedaliera ha una sola strada: chiudere il campo rom, anche a costo di perdere qualche consenso. Non si tratta più di essere solidali o meno con la comunità rom. Un atteggiamento così spavaldo e di sfida nei confronti dei cittadini, non può essere in alcun modo più tollerato e va combattuto con vigore”.
“Come Ugl siamo fermamente convinti che la direzione dell’Asp, indipendentemente dalle decisioni politiche, ha l’obbligo di percorrere tutte le possibili strade per tutelare i propri dipendenti e pazienti da attacchi, scippi e furti; garanzia che non può nascere certamente dall’affidamento ad un istituto esterno del servizio di vigilanza, con qualche “passaggio” a notte”.
“Gli episodi quotidiani di intolleranza necessitano della presenza costante di almeno due vigilanti a turno, da assumere in pianta organica in forma stabile. L’azione meritoria delle forze dell’ordine va, pertanto, affiancata da un’azione di prevenzione che l’Asp deve assicurare con proprie risorse umane all’uopo destinate. Non è più accettabile, infatti, che un dipendente debba andare a lavorare sapendo che di essere a rischio scippo o peggio. Ma c’è di più. Urge un controllo costante anche dei vari reparti e negli uffici perché diversi sono stati i furti e i danneggiamenti subiti anche da famigliari di pazienti e dalla stessa Azienda”.
“Facciamo quindi appello al direttore generale, persona sensibile e certamente consapevole, affinché vengano immediatamente attivati ulteriori provvedimenti atti ad eliminare, o quantomeno a ridurre, i rischi dei dipendenti. Alla politica e al futuro sindaco chiediamo un atto di grande sensibilità nei confronti di tutti i cittadini che a vario titolo si recano quotidianamente all’ospedale, attivando un serio programma di smantellamento del campo rom, condizione essenziale per eliminare ogni ulteriore possibile atto delinquenziale”.
Siamo convinti - conclude Vincenzo Ursini - che solo attraverso la sinergia tra Azienda Sanitaria, amministrazione comunale, magistratura e forze dell’ordine sarà possibile vincere questa scommessa che non è solo una vittoria contro la criminalità rom del lamentino, ma rappresenterà soprattutto un momento di grande civiltà partecipativa a sostegno di tutti quei cittadini che vivono quotidianamente nella legalità”.
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