Brani da "Fratelli tutti" 1: il modello culturale unico e la globalizzazione

Scritto da  Pubblicato in Francesco Bevilacqua

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francesco-bevilacqua-foto-blog-nuova_80da1_19973_ea258_59f1c_e96f0_cec4f_df014_db513_eb6b5_f8fb1_2c83a_da5cd_ac61d-1_c49d8_8565a_1a702_73902_90cc3_d8d69_c1afb_508ed_14fbf_1602e_c1835_27877_1f47f_c6130_553d9_7ee8b_d4abb__.jpgPubblicherò d’ora in avanti – come feci all’inizio del 2020 con “Spillover” di David Quammen, per comprendere le cause reali e le colpe di questa pandemia - alcuni brevi testi tratti dalla recente enciclica di Papa Francesco “Fratelli tutti, Sulla fraternità e l’amicizia sociale”, che, come la precedente “Laudato si’” è uno dei pochi documenti del nostro tempo che muove critiche radicali al sistema economico, politico e sociale dominante, non esente da colpe per la catastrofe che stiamo vivendo. Ecco il primo.

“«Aprirsi al mondo» è un’espressione che oggi è stata fatta propria dall’economia e dalla finanza. Si riferisce esclusivamente all’apertura agli interessi stranieri o alla libertà dei poteri economici di investire senza vincoli né complicazioni in tutti i Paesi. I conflitti locali e il disinteresse per il bene comune vengono strumentalizzati dall’economia globale per imporre un modello culturale unico. Tale cultura unifica il mondo ma divide le persone e le nazioni, perché «la società sempre più globalizzata ci rende vicini ma non ci rende fratelli». Siamo sempre più soli in questo mondo massificato che privilegia gli interessi individuali e indebolisce la dimensione comunitaria dell’esistenza. Aumentano piuttosto i mercati, dove le persone svolgono il ruolo di consumatori o di spettatori. L’avanzare di questo globalismo favorisce enormemente l’identità dei più forti che proteggono sé stessi, ma cerca di dissolvere le identità delle regioni più deboli e povere, rendendole più vulnerabili e dipendenti. In tal modo la politica diventa sempre più fragile di fronte ai poteri economici transnazionali che applicalo il divide et impera” (paragrafo 12).

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