Evadere... in vari modi

Scritto da  Pubblicato in Maria Arcieri

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Ma perché questa generale richiesta di evasione dalla realtà? Da noi stessi? Da ciò che ci circonda? Per insoddisfazione, in parte, per mancanza di emozioni in parte, per debellare la quotidianità a prescindere se monotona o esaltante. Per  una specie di sfida con noi stessi e con ciò che non ci piace e che vorremmo cambiare. Ma alla fine, si torna o meglio si ritorna a noi quando si va a dormire o quando si rimane soli. Insomma, quando cioè la nostra coscienza (non penso che tutti ce l' abbiano o la tengono ben conservata nella cantina del proprio animo) ci bussa e ci chiede: "Beh come va?". E qui avviene che, i timorati rispondano magari balbettando. Gli audaci ritornino a cambiare canale di comunicazione e non vogliano rispondere. Gli infelici e irrisolti capiscono che bisogna decidere cosa fare della propria esistenza perché qualcosa non va e bisogna risolverlo in qualche modo. Prima o poi bisogna rispondere. E la scuola insegna che è meglio essere sempre preparati perché non esiste la Dad (didattica a distanza) in questo spazio che bisogna connettere con il proprio io e non con un video. Anche perché nella pandemia ci sono stati soggetti non abituati a pensarci e si sono visti (nel silenzio mondiale) costretti a pensarsi. Non piace a tutti, ma prima o poi qualcosa o qualche evento ti costringe a farlo. Se va bene l'esame allora la vita ti promuove. Se non superi la fase riflessiva, sei rimandato o bocciato e non vorrai più avere a che fare con te stesso. Ora in una fase, di (speriamo di no) eventuale guerra, si tornerà a riflettere sui banchi della vita!

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