Il Consiglio dei Ministri e la Calabria stracciona

Scritto da  Pubblicato in Filippo Veltri

 

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 Da Catanzaro a Paola passando per Serra San Bruno e poi volando per altri lidi piccoli e grandi non si può dire che la Calabria abbia dato belle prove di maturità dopo la più volte annunciata volontà del presidente del Consiglio Conte di tenere in Calabria una riunione del Consiglio dei Ministri. Pare ora debba svolgersi la prossima settimana, dopo la bozza del decreto sulla sanità. Invece di puntare – come ha puntigliosamente fatto il presidente Oliverio nella lettera pubblicata giorni fa – al merito delle questioni si è, infatti, assistito ad una ridicola corsa alla richiesta che il Consiglio si tenga nei loro paesi o nelle loro città. In questo turbinio insensato non c’è stata e non c’è differenza tra destra e sinistra, tra maggioranze ed opposizioni, tra schieramenti diversi. Tutti uniti nel chiedere Catanzaro piuttosto che Paola, Serra al posto di Lamezia. E così via. Un provincialismo da fare ridere se non venisse da piangere, un municipalismo che si mostra a tutto tondo e che spiega – se ce ne fosse ancora bisogno – che questo male antico che tanti danni ha provocato alla Calabria nei decenni passati sia ben lungi dall’essere estirpato.

 Ci si assume così facendo una gravissima responsabilità, che è quella di coprire alla fine le inefficienze di chi governa, puntando invece al Santuario di Paola o alla Certosa di Serra come luogo di una comparsata che rischia di non lasciare nulla di concreto sul terreno. La Calabria ha bisogno che si faccia tutti e per davvero un salto di qualità, culturale ancor prima che politico; che le sue classi dirigenti a tutti i livelli si levino l’abito sdrucito dei mendicanti in cerca di qualche elemosina e diventino protagonisti autorevoli e dignitosi, orgogliosi e fieri, del loro sviluppo, della loro crescita, del loro cambiamento. Soprattutto c'è bisogno che si marci uniti per cercare di ottenere risultati concreti e veri. E questo salto di qualità è un problema che taglia trasversalmente tutta la politica, da destra a sinistra, così come questa vicenda sta plasticamente mostrando.

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