Il pensiero di Hegel nell’attività accademica di Girolamo Cotroneo

Scritto da  Pubblicato in Pino Gullà

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Per i suoi 60 anni gli allievi pubblicarono nel 1994 Storicismo come tradizione. In esergo, nell’introduzione del professore Giuseppe Gembillo tre citazioni di opere fondamentali: La Scienza nuova di Vico laddove, nel Libro Primo, sottolinea i limiti di quei filosofi e filologi che non considerarono strettamente congiunte filologia e filosofia dimostrando di “aver mancato per metà”; poi un passo concernente la prefazione della Fenomenologia dello Spirito di Hegel: “Il vero è l’intiero. Ma l’intiero è soltanto l’essenza che si completa mediante il suo sviluppo”; ancora, La storia come pensiero e come azione di Benedetto Croce: “Lo storicismo è un principio logico, ed è anzi la categoria stessa della logica, la logicità intesa in modo adeguato, quella dell’universale concreto”. Tappe importanti di un itinerario volto ad evidenziare che la “realtà è storia e nient’altro che storia”; inizialmente muovendo dai trattatisti dell’ars storica fino a Benedetto Croce per poi allargarsi a Droysen, Dilthey e Meinecke. Esperienza personale, culturale e teoretica, immediatamente trasmessa ai suoi studenti attraverso le lezioni.

Il 2004 con Filosofi del Novecento ed Epistemologi del Novecento, a cura di Giusi Furnari Luvarà, Francesca Rizzo, Giuseppe Gembillo, Giuseppe Giordano, Armando Siciliano Editore, gli allievi festeggiarono i 25 anni dei corsi universitari tenuti da Cotroneo nella Facoltà di Lettere e Filosofia, otto dei quali sul pensatore di Stoccarda. Furono tra le prime pubblicazioni del Centro Studi di Filosofia della Complessità “Edgar Morin”, a cui seguirono tante altre iniziative, in particolare ricordo i seminari nella Scuola di Alta Formazione Francesco Fiorentino di Lamezia Terme. Nella premessa il tratto saliente del lavoro: “E’ emersa un’opera caratterizzata da omogeneità metodologica e, al contempo, da una grande varietà di temi.  Essa rispecchia lo stile della scuola di Cotroneo, fondato sulla rigorosa applicazione del metodo filosofico-filologico di ascendenza vichiana”. Nel secondo volume Giuseppe Gembillo evidenzia il riconoscimento di Croce nei confronti di Hegel: “Il merito immortale di avere scoperto la Logica della filosofia come metodo autonomo del pensiero; sottolineava il fatto che egli aveva finalmente definito il concetto come universale concreto, (…) come ricostruzione storica all’interno della quale la verità (…) coincide con tutto il processo concreto; (…) sottolineava con forza il ruolo che aveva attribuito alla Storia”. Un anno dopo l’opera monumentale, in 4 volumi, edita da Rubbettino, nella collana di Studi di Filosofia e altri saperi diretta da Giuseppe Gembillo e Giuseppe Giordano: Filosofia e storiografia, a cura di Francesca Rizzo; Filosofia ed Etica, a cura di Giuseppe Giordano; Filosofia e politica, a cura di Giusi Furnari Luvarà; Filosofia e Scienze, a cura di Giuseppe Gembillo. Alcuni passaggi della presentazione del lavoro: “In occasione del compimento dei settant’anni di Girolamo Cotroneo abbiamo promosso una serie di studi in suo onore. (…) Celebrando un Maestro di pensiero e di formazione abbiamo anche conseguito il risultato di offrire una sorta di esame di coscienza della cultura italiana contemporanea”.

Nel 2014, per gli ottant’anni del Maestro, Lo Storicismo di Girolamo Cotroneo, a cura di Giuseppe Gembillo, edito da Rubbettino.  In premessa le motivazioni dell’omaggio trentennale e delle iniziative collegate: “Un progetto del genere, che si protrae nel tempo coprendo mezzo secolo di vita, va a buon fine solo se supportato da grande entusiasmo e partecipazione. Ma entusiasmo e partecipazione sorgono solo se lo studioso a cui si vuole rendere omaggio è un vero Maestro. E Girolamo Cotroneo grande Maestro lo è a tutti i livelli”. Così ha scritto Gembillo in Cotroneo, Hegel e le disavventure dell’individualità: “Cotroneo ha dedicato più di un quarto dei suoi corsi universitari alle opere principali di Hegel, con particolare predilezione per la Fenomenologia dello Spirito, sulla quale ha tenuto splendide lezioni. (…) Dal suo insegnamento emergeva con chiarezza che chiunque voglia comprendere sul serio la Filosofia deve inevitabilmente misurarsi con il pensiero di Hegel”. Specialmente i principi della Prefazione che saranno articolati nelle opere successive. Nel procedere affiorano i fallimenti della Coscienza alla ricerca di frequente della certezza. A tal proposito la certezza sensibile, non può cogliere “immediatamente le molte qualità” dell’oggetto perché non riesce a tenerle insieme. Riuscirà in tale operazione quando la Coscienza sarà in grado di percepire “l’insieme semplice di molti”. Cotroneo riporta l’esempio di Hegel: “Questo sale è un qui semplice ed è in pari tempo molteplice; è bianco, ed è anche sapido, ed è anche cubico di forma ed anche di un peso determinato”. E’, dunque, la Coscienza percettiva a scoprire l’unità nella molteplicità. Di conseguenza è fallimentare la ricerca della prima certezza. Da qui il nuovo inizio del cammino dello Spirito “fatto di esperienze immediatamente vissute e mediatamente comprese”.

L’omaggio al Maestro prosegue a 4 anni dalla scomparsa. Ne Le figure della Fenomenologia dello spirito vengono proposte dai curatori tre saggi del percorso storico-teoretico di Cotroneo: “Dal venir meno della certezza sensibile ai momenti dell’individualità della coscienza, fino al passaggio dilemmatico dell’azione etica, che vede il contrapporsi dell’uomo e della donna. Dalle pagine risultano evidenti “le virtù” dello studioso e del professore: ricerca e didattica sono state sempre un tutt’uno; era importante per Lui capire e far capire agli allievi la filosofia del pensatore di Stoccarda.

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