Di Filippo Veltri
Il Mondo di Lucia. E che cosa e’? E chi e’ Lucia? Perche’ la Calabria delle persone oneste e perbene si e’ mobilitata cosi’ tanto? E’ il sintomo che qualcosa puo’ cambiare dal basso se c’e’ pero’, appunto, una volonta’ della base, altrimenti e’ tutto perduto. Ma andiamo con ordine. Lucia e’ una ragazza di 28 anni che si e’ suicidata un mese fa perché non trovava lavoro. Lucia si e' buttata dal balcone della sua abitazione lo scorso aprile a Cosenza, lasciando una bambina di due anni. Laureata in ingegneria gestionale con il massimo dei voti, 110, era stata costretta ad accettare un lavoro sottopagato e insoddisfacente. Uns storia drammatica che ne ha innescata un’altra di storia, anzi di storie. La madre di Lucia ha, infatti, scritto una lettera in cui denunciava la situazione psicologica che ha spinto la figlia a togliersi la vita e ha parlato della meritocrazia per i giovani. Da questa lettera, che e' diventata un vero e proprio manifesto, alcune donne cosentinehanno unito i commenti postati sui social network creando un gruppo su Facebook che prendeva le mosse dalla manifestazione del 18 aprile a Roma. In poche ore, gli iscritti al gruppo ''Il mondo di Lucia'' sono stati oltre mille e ccrescono di giorno in giorno.
''Il suicidio di Lucia, con la lettera della madre, non e' piu' un fatto privato ma diventa sociale'', ha spiegato all'Adnkronos Maria Rosaria Aquino, una giovane e brillante giornalista cosentina, una delle fondatrici del gruppo ''Il mondo di Lucia''. Insieme a Bianca Rende, che lavora all'Università' della Calabria, Anna Falcone e altre amiche e amici, ha promosso un incontro dal vivo tra i tanti aderenti al gruppo sul social network al quale hanno partecipato, inaspettatamente, oltre quaranta persone. ''E' comodo cliccare mi piace dal computer, ma dovevamo fare di più, vederci per contarci. Non immaginavamo che saremmo stati così tanti'', dice ancora Rosamaria Aquino. All'incontro, che si e' tenuto in un locale di Cosenza, hanno partecipato universitari, amici, la presidente di Federcasalinghe, due ex assessori comunali che hanno raccontato la loro esperienza sul fallimento di alcune iniziative istituzionali e tracciato la linea per un impegno futuro, l'attuale assessore alle politiche sociali del Comune bruzio, Alessandra De Rosa, che ha manifestato la disponibilità dell'amministrazione alle iniziative del movimento spontaneo. La prima sarà una fiaccolata che si terrà il 12 maggio nel centro di Cosenza.
L'idea che gli aderenti del gruppo ''Il mondo di Lucia'' vogliono far passare e' che il dramma del disagio giovanile, il lavoro sottopagato e sfruttato, è comune a molti. Per questo il 12 maggio si terrà una fiaccolata che servirà come momento di riflessione su quanto accaduto e sul fenomeno in genere, alla luce anche dei numerosi recenti suicidi di parecchi imprenditori in difficoltà finanziarie. Il programma della manifestazione e' ancora da definire ma nell'idea delle promotrici c'e' quella di dedicare uno spazio aperto agli interventi ''senza politicizzarla anche se abbiamo già avuto l'appoggio istituzionale del Comune'', precisano.
Verranno distribuiti bigliettini ai partecipanti e ognuno potrà scrivere il proprio pensiero e una proposta concreta che confluirà in un grande cartellone. ''Chiederemo -spiegano le promotrici- maggiore impegno da parte delle istituzioni regionali e nazionali, l'adozione di un piano straordinario per l'occupazione giovanile nel Mezzogiorno, la creazione di un osservatorio che da una parte faccia incontrare domanda e offerta di lavoro, mettendo in rete le conoscenze, e dall'altra ascolti i giovani che hanno bisogno di un supporto psicologico''.
''Questa non e' una manifestazione sull'antipolitica, vogliamo offrire le nostre riflessioni e proposte alla Regione Calabria e soprattutto al governo nazionale'', afferma Bianca Rende che e' una sostenitrice della creazione dell'osservatorio. ''La mamma di Lucia nella sua lettera ha parlato del merito. Noi proponiamo proprio un osservatorio del merito. Non sappiamo che e' stato questo mancato riconoscimento a spingere Lucia al suicidio ma e' un problema che tocca molti giovani. Abbiamo dati statistici in questo senso. Quando i giovani -spiega- terminano il loro percorso di studi, non sanno cosa fare perché manca l'orientamento e i dati ci dicono che rinunciano a cercare lavoro perché sono convinti che senza conoscere ''qualcuno'' non ne troveranno''. Ciò che manca al sistema, secondo Bianca Rende, e' l'ascolto. Dalle adesioni avute sul social network ''si e' capito che c'e' tanta voglia di partecipare, noi l'abbiamo solo intercettata. Oggi -prosegue Rende- mancano i luoghi di aggregazione e questo e' un altro problema. Adesso pero' con questa iniziativa dobbiamo traslare le proposte dal web alla realta'. L'idea dei bigliettini e' la trasposizione sul piano reale''.
Da evento scioccante, la morte della giovane Lucia e’ cosi’ diventata occasione di riscossa della società. ''Stiamo rispondendo - conclude Bianca Rende - all'invito della mamma di Lucia, che ci ha chiesto di reagire. E' strano che proprio in Calabria, che e' una regione che soffre tantissimo, ci siano poche iniziative e non sorgano così tanti movimenti spontanei''. Il mondo di Lucia, insomma, c'e'. Speriamo che serva da esempio per tante altre lucie e che soprattutto contribuisca ad evitare che si possano ripetere altri casi del genere. Non sara’ facile ma occorre provarci.
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Di FILIPPO VELTRI
E' stato tra i relatori piu' citati e apprezzati del convegno dei giovani industriali di Capri che e’ stato un paio di settimane fa al centro del dibattito politico ed economico italiano. Si chiama Emanuele Ferragina, e’ docente di politiche sociali comparate ad Oxford, e' una delle menti ''under 30'' di cui ha parlato anche il direttore del Sole 24Ore Roberto Napoletano nella sua rubrica sull’ inserto domenicale di cultura del quotidiano economico di Confindustria ed il suo nome e’ finito nelle cronache dei quotidiani nazionali sulla tradizionale assise dei giovani industriali a Capri.
Proprio da quella platea dei giovani imprenditori, il professore partito dalla Calabria per laurearsi a Torino e poi passare dall'Ecole de Commerce di Parigi per approdare, adesso, ad Oxford dove insegna politiche sociali comparate, ha raccolto una messe di applausi soprattutto quando ha sostenuto che l'Italia e' un paese non più abituato al confronto. Come Ferragina ce ne sono tanti, tantissimi ragazzi e ragazze calabresi partiti da qui e poi impostisi a livello internazionale, senza pianti greci o lamentazioni inutili. La storia di questo ragazzo e’ del resto illuminante.
Emanuele Ferragina e' il solo italiano che ha fatto parte in Inghilterra di uno dei 14 gruppi di ricerca sulle scienze sociali in team con Robert Walker, il suo insegnante, e Mark Tomlinson, per la realizzazione di uno studio sulla comprensione delle disuguaglianze sociali in Inghilterra. A Capri sono stati in tanti ad apprezzare il suo intervento che ha trovato spazio anche nelle cronache dei giornali stranieri.
Doppia laurea in Relazioni Internazionali ed in Economia a Torino e Parigi, ricercatore nel dipartimento di Social Policy e Intervention dell'Universita' di Oxford, dove ha conseguito il dottorato, Ferragina, si occupa di temi del mercato del lavoro, delle politiche di welfare comparate e della questione meridionale. Ha anche lavorato come consulente per molte istituzioni pubbliche in Italia, Belgio e Regno Unito, ed e' tra i fondatori della ''Fonderia Oxford'', un laboratorio politico fatto da docenti e ricercatori che guarda all'Italia e alle sue prospettive politiche ed economico-sociali. Insomma, un curriculum di tutto rispetto, una bella situazione oggi e in prospettiva, che ci apre il capitolo su come sia stato possibile tutto cio’ – e la risposta e’ abbastanza facile e anche scontata – ma soprattutto su cosa fare.
''Sono calabrese ed orgoglioso di esserlo - dice Ferragina raggiunto dall’ANSA telefonicamente ad Oxford nei giorni scorsi - e a Capri ho molto apprezzato il fatto che si siano chiamati tanti giovani docenti e ricercatori a dare il proprio contributo, un segno di apertura al confronto’’. Poi la frase decisiva: ‘’Basta – dice infatti Emanuele - piangersi addosso, piuttosto bisogna guardare agli aspetti positivi che esistono e tenere in conto che se e' vero che lo Stato investe poco in innovazione e ricerca, anche le aziende non sono da meno. Anche in Calabria, terra alla quale sono legato, dove vivono i miei genitori e dove torno spesso, esistono tante storture e negatività, non per questo ci si deve sempre e solo piangere addosso. Bisogna cercare di risolvere i problemi guardando agli esempi positivi che pure esistono per guadagnare tutti in autostima''.
A giudizio di Ferragina e' necessario chiudere anche con la retorica dei cervelli in fuga: ''per quanto mi riguarda - dice - non sono andato via perché sono stati cacciato ma perché ho avuto la possibilità di trovare ciò che stavo cercando. Il problema e' che per me che vado via non c'e' un tedesco o un inglese che viene in Italia a fare lo stesso lavoro. Da questo punto di vista non esiste reciprocità e su questo bisognerebbe confrontarsi''. Ecco dunque il vero problema davanti all’Italia e non solo alla Calabria, assolutamente di attualita’ con la situazione economica dell’Italia e dell’Europa intera: non esiste reciprocita’, non c’e’ sinergia e sintonia e ai tanti Ferragina attratti da Gb, Francia, Germania (per non parlare di Usa e Canada) non fa riscontro un analogo fenomeno verso l’ Italia. Qui sta tutta la difficolta’ che vive oggi il nostro paese, non solo la Calabria. Magari si trattasse solo di noi!
Tifosissimo del Catanzaro, proprio davanti ai colori giallorossi Emanuele Ferragina smette per un attimo l'aplomb oxfordiano. Ma con il capoluogo calabrese, dove e' nato 28 anni fa, Ferragina mantiene forti legami: di recente e' stato nel team di Salvatore Scalzo, candidato del centrosinistra alle ultime elezioni comunali della primavera scorsa essendo stato coautore del programma elettorale. Quindi lui va e torna, partecipa e ci da’ lustro. Ma il punto e’ che lui da’ lustro all’Italia ma l’Italia non gliene da’ affatto. Questo e’ il vero problema dell’Italia di oggi.
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