
Lamezia Terme - Dopo l'ultimo Consiglio comunale dedicato all'adesione del Comune di Lamezia al capitale sociale di Sorical, si attende la convocazione del consesso che dovrà approvare il Bilancio di previsione. Avevamo già messo in evidenza il ritardo dell'arrivo in Aula dello strumento economico-finanziario, certamente dopo il 28 febbraio. Ritardo che riguarda naturalmente anche l’approvazione da parte dei Revisori dei conti e il passaggio dalla Commissione. Ad oggi, rispetto a qualche settimana fa, si assiste ad un peggioramento della situazione politica cittadina. L’attuale fase è segnata da una inadeguatezza generale senza precedenti.
L'Amministrazione comunale naviga a vista, senza due assessori (Bilancio e Opere pubbliche) e con i “mal di pancia” di “Lamezia Domani”, lista vicina al vicepresidente della Giunta regionale, Mancuso, guidata a Lamezia dal consigliere comunale e provinciale Gianturco che non ha esitato, pochi giorni fa, a mandare un messaggio chiaro e netto, rivendicando senza se e senza ma, la delega che era di Gabriella De Sensi e che “improvvisamente” sembra svanire. “Lamezia Domani” che esprime due consiglieri comunali minaccia di passare all’opposizione se il sindaco non dovesse mantenere fede agli impegni “tradendo” gli accordi “pre” e “post” elettorali. Accordi che se vengono meno, la maggioranza di centrodestra non potrà più contare su due consiglieri. Tenuto conto di altri “mal di pancia” come quelli palesati, non tanto velatamente anche dall’Udc che esprime un consigliere, il rischio di una maggioranza che inizia seriamente a scricchiolare c'è, ed è concreto.
Dall'altra parte, un'opposizione alle prese con le divisioni nel Pd e con alcuni consiglieri che ricoprono quel ruolo in modo del tutto insignificante, e che non hanno la forza e l'autorevolezza, da quegli scranni, di controbattere all'inconsistenza della Giunta e della maggioranza. Un'opposizione silente quasi sempre che si fa passare sotto il naso le offese del sindaco ai cittadini “straccioni” di S. Eufemia senza dire una parola ferma e decisa di condanna in Aula; un'opposizione che non difende la libertà di stampa; che non dice una parola sulle farneticazioni di chi sostiene che mettere in guardia i cittadini dall'uso "improprio" dei gettoni di presenza dei consiglieri nella Commissione cultura per discutere senza averne l'autorità dell'istituzione di una "Giornata mondiale", sia un "attacco alla democrazia senza precedenti"; un'opposizione che non stigmatizza e non chiede le dimissioni, per ragioni di opportunità, di un assessore condannato (in primo grado) e interdetto dai pubblici uffici, di una consigliera anch’essa condannata, anche se con pena sospesa. Insomma, non c'è che dire. Per chiudere il cerchio, se non cesserà prima questa esperienza consiliare, magari fra qualche tempo dalle opposizioni si porgerà anche qualche “stampella” per sostenere la maggioranza se dovesse essercene bisogno. E intanto, la città continua a sprofondare tra le buche e a perdersi dietro a promesse da marinai.
Antonio Cannone
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