Coniugi Bruno uccisi nel 2013 a colpi di kalashnikov a Squillace, due misure cautelari

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Catanzaro - Nelle Case Circondariali di Roma – Rebibbia e L’Aquila, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Catanzaro hanno dato esecuzione a un provvedimento cautelare emesso dal G.I.P. presso il Tribunale di Catanzaro, su richiesta della Procura della Repubblica - Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, nei confronti dei boss di 'ndrangheta Nicolino Grande Aracri, di 67 anni, e Salvatore Abbruzzo, di 49, esponente di spicco della cosca "Catarisano" di Borgia. I due hanno ricevuto in carcere, dove sono già detenuti al 41bis, un'ordinanza di custodia cautelare per un duplice omicidio commesso 13 anni fa.

Entrambi sono gravemente indiziati, in concorso tra loro, dell’omicidio aggravato dalle modalità mafiose di Giuseppe Bruno, reggente dell’omonima cosca di ‘ndrangheta di Vallefiorita e della moglie Caterina Raimondi, assassinati a Squillace il 18 febbraio 2013.

La complessa e impegnativa attività investigativa, condotta sotto la direzione e il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro e delegata al Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Catanzaro, attraverso la minuziosa ricostruzione dei momenti precedenti e successivi all’omicidio, l’analisi di atti giudiziari confluiti in diversi fascicoli processuali e il riscontro alle dichiarazioni rese da diversi collaboratori di Giustizia, di cui uno partecipe all’efferato delitto, ha consentito di far luce su ulteriori dettagli di quel fatto di sangue che ha suscitato clamore nell’opinione pubblica per l’estrema brutalità e ferocia con la quale è stato perpetrato.

L’omicidio fu commesso la sera del 18 febbraio 2013. I due sicari si appostarono nei pressi della villa dei coniugi Bruno-Raimondi. Nell’agguato venne assassinata anche la moglie, Raimondi Caterina, che lo seguiva. Per il duplice omicidio è in corso il processo dinanzi alla Corte di Assise di Catanzaro nei confronti di uno degli esecutori materiali.

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