
Lamezia Terme - "Le dimissioni dell’assessore al Bilancio certificano una crisi politica evidente, nell’aria da tempo e mai affrontata. La coalizione guidata dal sindaco Murone non è mai stata realmente unita e, dopo pochi mesi di governo, si parla già di rimpasto, peraltro difficilmente realizzabile vista l’uscita di alcuni assessori anche dal Consiglio comunale". Così, in una nota, Deborah Chirico del Partito Democratico Lamezia Terme che, aggiunge: "Finora l’azione amministrativa si è ridotta a pura propaganda: video e annunci su interventi ordinari e obbligatori – buche, san pietrini, sfalcio dell’erba – eseguiti in modo superficiale e destinati a durare poco. Per non parlare degli interventi spot di singoli gruppi consiliari su promesse e finanziamenti. Nessuna traccia, invece, di una linea politica chiara e coerente con il programma elettorale. Chi aveva creduto in un sindaco “nuovo” assiste oggi a scelte pienamente allineate alle vecchie e opache logiche della politica lametina".
Chirico ritiene "gravissima la situazione del quartiere Sant’Eufemia, ormai abbandonato: scuola ridimensionata, strade e verde pubblico nel degrado, aumento dei furti, totale assenza di controlli sulla sosta e sulla viabilità, soprattutto nell’area della stazione ferroviaria. Sant’Eufemia viene progressivamente relegata a periferia sporca e insicura, nonostante un territorio vastissimo che richiederebbe ben altra attenzione e un serio potenziamento della vigilanza. I cittadini non chiedono slogan né favole elettorali sulla “porta della città”, che non sarebbero credibili in mano ad una politica cittadina del tutto inadeguata, ma il minimo indispensabile: sicurezza, decoro urbano e servizi essenziali. Il resto è solo propaganda. Per il legame che ho personale e familiare con la zona della città oggi sulla bocca di tutti per l’audio, con relative spiegazioni e repliche, mi dispiace molto, essendomi candidata per cambiare le cose sul serio, che quello che sta succedendo, in assenza di qualsiasi azione amministrativa valida, suoni come una beffa".
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