
Maida - Si è svolto Venerdì 13 marzo, presso la sala consiliare del Comune di Maida, il confronto pubblico dal titolo "referendum sulla giustizia: le ragioni del si e le ragioni del no". "L'evento, particolarmente partecipato da un pubblico attento e interessato - si legge in una nota - è stato patrocinato dalla camera Penale "F. Manfredi"di Lamezia Terme e dall'Amministrazione Comunale di Maida, è stato introdotto e moderato dall'avv. Gianluca De Vito, componente della Camera Penale di Lamezia Terme ed ha visto confrontarsi il dott. Romano Gallo, giudice presso il Tribunale di Cosenza, per le ragioni del No e l'avv. Renzo Andricciola, presidente della Camera penale di Lamezia Terme, per le ragioni del Sí"" .
Ha reso i saluti istituzionali il sindaco di Maida, dott. Salvatore Paone, che "ha ringraziato i partecipanti per l'importante opportunità offerta alla cittadinanza, fin da subito accolta con entusiasmo dall'amministrazione comunale. Ciò in quanto, mai come in questo caso, emerge l'importanza del confronto per comprendere meglio una tematica spesso complicata per i non addetti ai lavori e oggetto di forti strumentalizzazioni politiche".

"Presente per i saluti istituzionali, ed intervenuto attivamente più volte nel corso del dibattito - informano - il Presidente del Tribunale di Lamezia Terme, dott. Giovanni Garofalo, che dopo aver ricordato le sue origini maidesi, ha espresso la propria posizione su "una riforma che non risolve i problemi quotidiani della Giustizia, cui un presidente di Tribunale deve quotidianamente fare fronte". Ha evidenziato, inoltre, come dopo gli ultimi scandali, vedi caso Palamara, la Magistratura abbia saputo estirpare le mele marce ed andare avanti, grazie ai suoi anticorpi. Il dibattito è poi iniziato con l'avv. De Vito, che ha spiegato le novità introdotte dalla riforma costituzionale,che saranno vagliate dagli elettori, sulle quali si è sviluppato l'accesso confronto tra i relatori".
Per il dott. Gallo, giá sostituto procuratore della DDA di Catanzaro " la riforma lede l'autonomia e svilisce il ruolo dei giudici e dei pm, con il rischio, futuro, che questi ultimi vengano assoggettati al potere esecutivo". Ha inoltre evidenziato come "l'attuale sistema a carriere unificate, garantisca maggiore efficienza dell'azione giudiziaria, con il Pm che ha la stessa formazione del giudice e dunque una consapevolezza più ampia nel suo agire. Ha sottolineato, ancora, come la politica possa prendere il controllo della futura Alta corte disciplinare, organo inutile atteso l'alto tasso di sanzioni già oggi applicate nei confronti del magistrato dal Csm".
Radicalmente diverse le conclusioni dell'avv. Andricciola che, quanto al ruolo dell'Alta Corte disciplinare ha chiarito come "la stessa conporterá, finalmente, l'applicazione di sanzioni disciplinari per i magistrati che commettono errori, in modo che si garantisca una tutela per le vittime di mala giustizia. Ha inoltre evidenziato come questa riforma sia il naturale sviluppo dell'art.111 della Costituzione che garantisce il giusto processo dinanzi ad un giudice terzo ed imparziale, dunque la separazione delle carriere non porterà alcun rischio di assoggettamento del pm all'esecutivo, anzi, riconoscerà nuova dignità a questa figura che verra formalmente riconosciuta in Costituzione, come parte del processo. Inoltre " autonomia ed indipendenza della magistratura, sono e rimangono giustamente, capisaldi inamovibili anche con la nuova riforma, che finalmente fa si che l'Italia si conformi a tutti gli altri stati occidentali in cui vige la separazione delle carriere". Sul sorteggio il dibattito si è fatto maggiormente acceso e coinvolgente: per il No, il dott.Gallo ha chiarito come "questo sia un sistema che svilisce e delegittima i componenti togati del CSM, per il Si l'avv Andricciola ha, al contrario, affermato come il meccanismo del sorteggio conferisca loro imparzialità e autonomia di giudizio necessari alla luce dell' attuale eccessiva forze dalle correnti".
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