
Lamezia Terme - La Quarta Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di condanna pronunciata dalla Corte di Appello di Catanzaro nei confronti di Giuseppe Costanzo (difeso dagli Avv.ti Antonio Larussa e Tiziana D’Agosto del Foro di Lamezia Terme), nell’ambito del procedimento convenzionalmente denominato Bar del Vino.
Un’associazione dedicata al narcotraffico, con base logistica a Lamezia Terme, documentata attraverso intercettazioni ambientali e telefoniche, dove venditori e acquirenti concordavano il luogo di incontro per smerciare diversi quantitativi di droga, soprattutto cocaina e per non dare nell’occhio usavano un linguaggio criptato, chiamando la sostanza stupefacente “pantaloni”, “paninetto”, “documenti”. Un’organizzazione che “si dava da fare” per agevolare il clan Giampà con una serie di cessioni di sostanza stupefacente provate in atti dall’ottobre 2016 al 28 giugno 2017.
La Dda di Catanzaro, aveva chiuso le indagini con contestuale avviso di garanzia nei confronti di dieci indagati. A Giuseppe Costanzo veniva contestata l’accusa di aver promosso, costituito, organizzato e diretto l'associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti in contestazione, nonché di aver acquistato al fine di spaccio, trasportato, detenuto ed infine ceduto agli acquirenti e/o distribuito agli associati per l'ulteriore attività di spaccio numerosi quantitativi di cocaina in tempi diversi. Già in primo grado dinnanzi al GIP Distrettuale di Catanzaro era caduta per insussistenza del fatto storico l’associazione finalizzata al narcotraffico contestata al Costanzo che veniva altresì assolto da alcuni reati in tema di spaccio e condannato alla pena di anni 5 e mesi 10 di reclusione, statuizione parzialmente riformata in appello con il proscioglimento per un capo d’imputazione e riduzione della pena ad anni 5, mesi 9 e giorni 20 di reclusione. Sennonchè, la Suprema Corte di Cassazione in accoglimento di alcune questioni difensive sollevate dagli avv.ti Antonio Larussa e Tiziana D’Agosto del Foro di Lamezia Terme, ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata per un capo d’imputazione in quanto prescritto ed annullato la sentenza della Corte di Appello di Catanzaro per un altro capo d’imputazione con rinvio degli atti alla Corte di Appello di Catanzaro in diversa composizione che dovrà rideterminare, alla luce dei rilievi della Suprema Corte di Cassazione, anche il trattamento sanzionatorio.
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