
Nocera Terinese - Conclusi i riti della Settimana Santa in Calabria, dalla "Naca" a Catanzaro, alle "Affruntate" che rivivono in diversi comuni calabresi al rito dei "Mistiari" a Sambiase ai "Vattienti" di Nocera Terinese.
Si è svolta anche quest’anno, tra il Venerdì e il Sabato Santo, l’antica tradizione secolare del rito dei "Vattienti". A far rivivere questa pratica penitenziale, che affonda le radici nel XVII secolo e che richiama tantissimi fedeli e curiosi da ogni parte della Calabria, il borgo di Nocera Terinese. L’autoflagellazione è una tradizione che si tramanda tra i noceresi da generazione in generazione coinvolgendo anche i giovani e ragazzi. Durante la processione, uomini devoti percorrono le strade del paese percuotendosi cosce e polpacci con dischi di sughero, nei quali sono conficcati 13 pezzi di vetro, simbolizzanti Gesù e i dodici apostoli. Questa pratica è intesa come espiazione dei peccati e per purificare l'anima prima della Pasqua. Segue i “Vattienti” l'Ecce homo, un giovane con il petto nudo e coperto da un panno rosso, cinto da una corona di spine. Il sangue versato per le strade di Nocera Terinese, quello dei “Vattienti”, è sicuramente uno dei riti della Pasqua più suggestivi e antichi calabresi.
In concomitanza si svolge anche la processione dell’Addolorata, che, con inizio dalla Chiesa dell’Annunziata di Via F. Acerbi, raggiunge piazza San Giovanni per fare rientro nella chiesa dell’Annunziata attraverso le vie del centro abitato. Polizia Locale e i volontari di varie associazioni, anche quest’anno, hanno consentito lo svolgimento della manifestazione in sicurezza.
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