Lamezia, il ricordo di Cutro all’Einaudi nella Settimana dello Studente con il cantante Antonio Crespino

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Lamezia Terme - Si è conclusa oggi all’Istituto “Einaudi” la Settimana dello Studente, un’iniziativa voluta dai ragazzi e organizzata con il supporto degli Organi Collegiali e della dirigente Anna Primavera, che da lunedì li ha visti impegnati in varie attività di gruppo, quali cineforum con dibattito aperto, Laboratorio Teatrale, attività sportive in palestra, attività di tutoring fra compagni nelle diverse materie. Evento clou, nella giornata di ieri, dedicata al ricordo della strage di Cutro, l’intervento del cantante di strada Antonio Crespino, che ha tenuto per gli studenti un concerto di quasi due ore sui temi della pace, della libertà, della fratellanza fra i popoli, portando un repertorio che va da Bob Dylan ai Pink Floyd, che si è concluso con “l’Isola che non c’è” di Bennato.   

Crespino si definisce in una nota “un musicista solitario, con una chitarra e un cuore pieno di storie, che incanta la strada con melodie che parlano di sogni, viaggi e incontri. Ogni canzone è un racconto, ogni accordo un invito a fermarsi e ascoltare. Tra note malinconiche e ritmi travolgenti, il pubblico viene trasportato in un’atmosfera intima e avvolgente, dove la musica si mescola con il rumore della città. Un viaggio musicale che trasforma ogni passante in protagonista, regalando emozioni semplici ma indimenticabili con un repertorio che spazia dal cantautorato italiano al folk-rock anglo-americano”.

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Un repertorio che ha entusiasmato non solo i ragazzi ma anche i docenti e la dirigente Primavera, la quale dichiara: “La proposta di creare una Settimana dello studente è partita dai ragazzi, che hanno espresso la necessità di trovare spazio e tempo per dare significato alla loro presenza a scuola, non solo come studenti ma anche come persone, e abbiamo offerto loro in questo senso tutto il nostro supporto. Abbiamo voluto dedicare una giornata alla strage di Cutro con l’artista di strada Antonio Crispino, ritenendo che non ci fosse modo migliore della musica per ricordare e riflettere. Lo abbiamo voluto qui per le sue scelte musicali improntate alla pace, in un concerto che ha avuto infatti come finale la celebre canzone “L’Isola che non c’è”. La nostra speranza è infatti che questa scuola diventi un’”Isola che c’è”, perché la strada la stiamo trovando noi, attraverso il dialogo intergenerazionale fra persone, fra studenti e docenti. Un dialogo durante il quale sono uscite fuori cose al di là delle nostre aspettative, riflessioni da parte dei ragazzi da far accapponare la pelle. Questa settimana è stata un’esperienza importante per loro, ma ha dato una possibilità in più anche a noi adulti, e ne siamo riconoscenti”.

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Giulia De Sensi

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